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Loris Stival news, il giorno del ritrovamento del corpo: la lacrime di Orazio Fidone

Domani 3 dicembre sarà un giorno importante per Veronica Panarello, in quanto avrà luogo presso il Tribunale di Ragusa l’udienza che dovrà decidere sulla richiesta del rinvio a giudizio nei suoi confronti emessa dalla Procura, nell’ambito delle indagini sull’omicidio del figlio Loris Stival, di cui è accusata.

A pochi giorni dal primo anniversario della morte del piccolo, la trasmissione Mattino 5 oggi ha ricostruito, per bocca di Orazio Fidone, l’uomo che quel giorno ritrovò a colpo sicuro il corpo di Loris, i drammatici momenti della ricerca e successivo ritrovamento del corpicino senza vita del bimbo, di cui il cacciatore è stato il triste protagonista. Il signor Orazio ha ripercorso in auto con Fabio Lombardi, inviato della trasmissione, passo dopo passo le fasi della sua ricerca. Durante il tragitto ha spiegato che quel 29 novembre 2014 percorse la strada che, appena fuori Santa Croce Camerina, porta al canalone del Mulino Vecchio – “lì c’è un parco giochi, è una zona che conosco, ci andavo a giocare da bambino” – e prima di arrivare lì al canalone lo cercò in altri luoghi, fino a quando si fermò davanti un piccolo casotto in cemento, dove c’è un pozzo aperto. In quel punto – ha detto – vide “delle piccole tracce, c’era l’erba calpestata, erano certamente le tracce di una persona minuta”.

È a quel punto che, avvicinandosi ad un muretto in cemento e salendo dei gradini per guardare dentro il pozzo, girandosi alla sua sinistra, scorse la sagoma del bambino in fondo al canale di cemento. “Era sicuramente un bambino, a faccia in giù, in una posizione immobile che lasciava supporre che non fosse in vita. Lì è iniziato il mio dramma, un dramma in una tragedia” – ha detto il cacciatore con la voce colma di emozione – “ho corso, urlato, imprecato ma non ho avuto la forza di scendere a soccorrere il bambino … chiamavo i soccorsi e poi è arrivata la polizia”.

A quel punto si è fermato, Fidone, ed ha pianto al ricordo di quei drammatici momenti. Poi ha ripreso a parlare: “gli ho toccato la manina, era freddo, gelido. Aveva una posizione strana, non era accovacciato. Questa non è la mia verità, questa è la verità”. Quando poi l’inviato di Mattino 5 gli ha chiesto “Ma lei, signor Orazio, che impressione si è fatto di tutta la vicenda?”, il cacciatore, mal celando una certa reticenza, ha poi ammesso che a suo parere il piccolo Loris non sarebbe morto per un incidente, come invece ha di recente rivelato la Panarello, ipotizzando addirittura la possibilità di una “punizione” inflitta dalla madre al figlio. Poi, sicuro delle sue parole, ha chiuso la ricostruzione dicendo: “Loris non è stato calato in quel canalone, e nemmeno scaraventato, ma lasciato cadere …”.

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