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Loris Stival news, Veronica Panarello non avrà sconti di pena: il parere di Roberta Bruzzone

Loris Stival news, la madre Veronica Panarello, sotto processo di secondo grado, con rito abbreviato, presso la Corte d’Assise d’appello di Catania, destinata a nessuno sconto di pena e alla condanna massima di 30 anni di carcere.

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Ne è pienamente convinta Roberta Bruzzone, che sulle pagine del settimanale Giallo di questa settimana spiega dettagliatamente il suo pensiero in merito: “Nei suoi confronti non può essere considerata neanche l’attenuante del delitto d’impeto, del black out dell’anima, perché Veronica era lucida dal primo all’ultimo istante. Lo era anche quando, per costruirsi un alibi verosimile, ha rimesso in moto la macchina per dirigersi al corso di cucina nel resort di ‘Donna Fugata’, dopo aver gettato il corpo del figlio nel canalone”.

Roberta Bruzzone

caso Noventa intervista alla bruzzone

Dopo che i giudici di Catania hanno negato alla Panarello la nuova perizia psichiatrica chiesta dal suo difensore, l’avvocato Francesco Villardita, e detto ‘no’ al più volte reclamato ‘confronto all’americana’ con il suocero Andrea Stival, che l’imputata accusa dell’omicidio, per la madre di Loris Stival il destino sembrerebbe già segnato: il percorso giudiziario che l’aspetta, infatti, le lascia ben poche possibilità e tutto fa ipotizzare che anche in appello la donna sarà condannata al massimo della pena. Trent’anni di carcere.

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Nel processo di primo grado la lunga e approfondita perizia psichiatrica cui la detenuta fu sottoposta, ne accertò la piena capacità di intendere e di volere, appellando l’imputata come “fredda e lucida assassina” sia durante l’esecuzione materiale dell’omicidio che nella fase successiva ad esso, dell’occultamento del corpo, appunto. A nulla infatti sono valsi finora i suoi plurimi tentativi di chiamare in correità il suocero, col quale disse di avere avuto una relazione sessuale extraconiugale, scoperta dal piccolo Loris che avrebbe minacciato di raccontare tutto al su papà: il giudice di Ragusa, Andrea Reale, ha infatti scagionato dall’accusa il suocero della Panarello, giudicata in primo grado unica responsabile del delitto.

E tutto, adesso, lascia ipotizzare che anche i giudici dell’Appello sposeranno in toto l’impianto accusatorio della Procura di Ragusa, come anche ribadito dalla Bruzzone su Giallo: “Sono certa che i prossimi due gradi di giudizio confermeranno la condanna a 30 anni di reclusione”.

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