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Loris Stival news Veronica Panarello: pm reputa “plausibile” il movente della relazione con il suocero

Si è conclusa poco prima delle ore 14,30, oggi 3 ottobre presso il tribunale di Ragusa, la requisitoria del pm Marco Rota, che ha chiesto per Veronica Panarello la condanna a 30 anni di carcere definendola “madre egocentrica, bugiarda e manipolatrice”. La donna è accusata di omicidio volontario aggravato e di occultamento di cadavere: per l’accusa avrebbe ucciso il figlio di 8 anni, Loris Stival, strangolato nella loro casa a Santa Croce Camerina (Ragusa) il 29 novembre 2014. La donna nega di avere commesso il delitto, e da mesi ormai – era gennaio quando lo rivelò per la prima volta – ha chiamato in correità il suocero, Andrea Stival, che a suo dire avrebbe ucciso il nipotino perché venuto a conoscenza della presunta relazione clandestina con sua madre e avrebbe minacciato lui e Veronica di rivelare tutto al papà, Davide Stival.

A fine udienza il colpo di scena: appena fuori dall’aula – UrbanPost era presente – gli avvocati delle parti e lo stesso procuratore Petralia hanno rivelato che il pm “ha ritenuto plausibile il movente fornito dall’imputata”, che avrebbe ucciso il figlio, e poi chiamato in correità il suocero “per fargliela pagare”, alludendo dunque alla presunta responsabilità morale di Andrea Stival. L’avvocato Francesco Biazzo, che assiste il signor Andrea, all’uscita dall’aula ha ribadito che il suo assistito non ha mai avuto una relazione con la nuora, e che il movente dell’omicidio a suo giudizio andrebbe ricercato nei difficili trascorsi familiari della Panarello, che aveva un cattivo rapporto con la famiglia di origine e che “ogni volta che gli inquirenti l’hanno smentita lei hai cercato di discolparsi”, chiamando in causa da subito la persona a lei più vicina “ovvero il mio assistito, Andrea Stival”. Per Biazzo, dunque, la Panarello avrebbe chiamato in correità il suocero “solo per discolparsi”. Sul presunto movente del delitto, però, stando alle indiscrezioni non vi sarebbero riscontri oggettivi, eccezion fatta “per i tabulati telefonici” che proverebbero un picco di chiamate intercorse tra suocero e nuora proprio nel periodo della loro presunta relazione, come indicato da Veronica. Tuttavia, ha precisato l’avvocato Biazzo, “Veronica ha parlato di ‘evoluzione del rapporto’ (che si sarebbe fatto più stretto nei mesi precedenti il delitto ndr) con Andrea ma dalle telefonate dei tabulati questa evoluzione non si evince. Gli altri che ha chiamato in causa secondo me sono solo elementi secondari”.

Soddisfatta, invece, la difesa della Panarello. Francesco Villardita – la cui requisitoria fiume avrà luogo il prossimo venerdì 7 ottobre – ha infatti anticipato: “Abbiamo elementi discreti a conforto delle tesi della signora Panarello, elementi oggettivi che venerdì sviscereremo davanti al giudice. Oggi la difesa ha fatto un passo avanti perché la pubblica accusa con grande onestà intellettuale ha riconosciuto come ‘plausibile’ il movente fornito dalla mia assistita“. Ora la parola passa agli avvocati delle parti civili, Daniele Scrofani e Francesco Biazzo, che prenderanno parola mercoledì 5 ottobre.

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