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Loris Stival news Veronica Panarello: a Quarto Grado Villardita ‘smonta’ le motivazioni della sentenza

Veronica Panarello motivazioni sentenza condanna: la Medea di Santa Croce Camerina

Loris Stival news Veronica Panarello: a Quarto Grado l’avvocato Francesco Villardita ‘smonta’ le motivazioni della sentenza che lo scorso ottobre hanno portato alla condanna in primo grado (con rito abbreviato) a 30 anni di carcere per la sua assistita.

Il 14 febbraio sono state depositate le motivazioni della succitata sentenza: per il giudice Andrea Reale il piccolo Loris Stival è stato ucciso dalla madre, descritta come “lucida assassina e glaciale stratega”, che avrebbe agito per dolo d’impeto, in un momentaneo stato passionale scaturito da una lite con il figlio che faceva i capricci la mattina del 29 novembre 2014, perché non voleva andare a scuola.

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Veronica Panarello affetta dalla sindrome di Medea non è pazza, ribadisce il Gup nella sua relazione di 190 pagine, riconoscendo il tratto istrionico e la disarmonia della personalità della donna, che l’avrebbe portata ad uccidere il figlio in realtà per colpire i suoi familiari. Un figlicidio, questo, maturato per motivi di rivalsa, di vendetta verso la famiglia di origine, in particolare nei riguardi della “madre cattiva” da cui mai avrebbe ricevuto affetto.

Loris Stival: l’avvocato Francesco Villardita ‘smonta’ le motivazioni della sentenza

Francesco Villardita ha commentato così la sentenza: “Oltre 7mila pagine di atti processuali sull’inchiesta del delitto Loris. La sentenza deve avere un ragionamento logico giuridico su tutte le censure della difesa, ma non si sembra che sul movente lo abbia avuto. Il dolo d’impeto è solo una opinione del giudice, perché questa presunta ‘sindrome di Medea’ non risulta né dalle perizie né dalle consulenze. Il dolo d’impeto: non sono d’accordo perché mal si concilia con l’uso della fascetta per uccidere Loris, e con la passeggiata ‘preventiva’ nel canalone, tanto meno con la pulizia della casa prima di commettere l’omicidio. Se non c’è la premeditazione, quell’impeto che ha avuto con il bambino arriva in un momento successivo alle pulizie dell’immobile? Questa ricostruzione del giudice non si concilia con questa arma del delitto”.

Andrea Stival scagionato dal giudice, si dice “distrutto”

Il Gup Andrea Reale è stato chiaro nelle sue motivazioni: il suocero di Veronica Panarello è completamente estraneo al delitto e a tutte le accuse mossegli dalla nuora. Intercettato da Simone Toscano ha detto, amareggiato: “Alla fine ci ha distrutto tutti, ne usciamo con le ossa rotte. Il mio pensiero va a Loris, lui non ritornerà più. A Veronica non ho nulla dire, mi rinchiudo nel mio dolore e basta. C’è solo tristezza e dolore”.

quarto grado caso loris stival

Durante la puntata è stata mandata in onda anche una intercettazione audio e video di un momento in carcere in cui Veronica Panarello riceve la visita del padre Franco, della zia e della sorella Antonella: uno scontro verbale forte e acceso tra le due sorelle. Veronica è furiosa con Antonella e la accusa di averle dato della pazza davanti alle telecamere, di avere detto in più occasioni di essere convinta della sua colpevolezza così, con tono perentorio le dice: “Hai sbagliato e gli errori si pagano. Io non posso perdonarti, quindi se non hai altro da dirmi puoi andartene”. Quello in questione è il primo periodo della sua detenzione, e parlando con i familiari Veronica ripete più volte una domanda: “Voglio parlare con mio suocero. Fatemi parlare con mio suocero”, quando ancora la chiamata in correità nei confronti di Andrea Stival era lontana.

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