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Loris Stival, presunto complice Veronica Panarello: documenti inediti

Veronica Panarello ha avuto un complice? Dagli inediti documenti mostrati oggi nella puntata di Mattino 5 sembrerebbe proprio di sì. Ha dell’incredibile il contenuto della perizia effettuata dal consulente informatico, Marcello Lo Curto, che applicando un sofisticato software usato in ambito forense alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, con le quali la Procura di Ragusa intende dimostrare la colpevolezza della madre di Loris Stival, avrebbe rilevato nuovi inediti elementi che proverebbero che la 27enne il giorno dell’omicidio di Loris non era sola.

Attraverso la messa in onda di una serie di clip, in cui l’esperto informatico spiega i passaggi del suo lavoro, emerge una nuova sconcertante verità sulla ricostruzione dei movimenti in auto della Panarello nei minuti precedenti e successivi al delitto. In primis le tre sagome che alle 8,31 del 29 novembre 2014 vengono riprese uscire dalla abitazione di via Garibaldi a Santa Croce Camerina: il sistema antropometrico (che misura l’altezza dei soggetti inquadrati) utilizzato dall’esperto dimostrerebbe che l’adulto insieme ai due bambini non è Veronica, come invece si era sempre creduto – “perché è alto circa 1 metro e 80, la Panarello non supera il metro e sessanta”, ha detto Lo Curto – inoltre la Polo di Veronica è ripresa passare nella rotatoria vicino casa alle 8,27, quindi “è impossibile che fosse lei l’adulto con due bambini alle 8,31”. Il perito ipotizza dunque si possa trattare della famiglia albanese che al tempo abitava nello stabile.

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Dalle clip successive emergono poi altri clamorosi particolari, a detta dell’esperto informatico: “Quando la Panarello alle 8,47 fa retromarcia per parcheggiare la sua macchina nel box auto non è sola. Si nota chiaramente una sagoma nel sedile posteriore della Polo. L’immagine è nitida, c’era una persona con lei, seduta dietro”.

Conseguentemente, spiega Marcello Lo Curto, quella stessa persona è in auto anche quando alle 9,23 la Panarello esce di casa, con il cadavere di Loris nascosto nel bagagliaio dell’auto: “Fermando l’immagine si nota chiaramente che il conducente non è una figura femminile. Anzi, oserei dire che si tratta di un uomo dalla corporatura robusta. Ha la testa quasi rasata, i capelli sono completamente corti, quindi non è Veronica”.

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