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Loris Stival processo, sentenza oggi 17 ottobre: Veronica Panarello sarà condannata?

Veronica Panarello sarebbe stata presente sulla scena del crimine, si sarebbe resa compartecipe dell’omicidio del figlio Loris ma non sarebbe stata lei a commettere materialmente il delitto. Lo ha ribadito con fermezza il suo legale, Francesco Villardita, nell’arringa-fiume durata 9 ore lo scorso venerdì 7 ottobre. L’avvocato ha chiesto per la sua assistita – nei confronti della quale la pubblica accusa ha chiesto una condanna a 30 anni di carcere – l’assoluzione per non aver commesso il fatto, o in subordine per il concorso anomalo in omicidio come conseguenza di un atto non voluto commesso da altri, e il riconoscimento della parziale infermità mentale e delle attenuanti generiche.

L’avvocato della Panarello lo ha detto appena fuori dal tribunale di Ragusa, a udienza conclusa: “La Procura non è riuscita a dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, che è stata Veronica a uccidere suo figlio Loris”; “Manca la pistola fumante” e lei, Veronica, ha attraversato un percorso tortuoso che l’ha portata alla ammissione della verità e “non è una bugiarda”: “Veronica Panarello non è una bugiarda, non è una manipolatrice! Piuttosto ha affrontato un doloroso percorso interiore per arrivare alla confessione della verità”.

Villardita ha sottolineato ”l’anomalia enorme” di un processo che, comunque, non risolverà tutti gli interrogativi emersi in fase di indagine: “Questo è un procedimento dove il suocero di Veronica (Andrea stival ndrè parte lesa” ma nel contempo “indagato per lo stesso reato in un altro procedimento”, e dove “la parte civile di Andrea Stival (rappresentata dall’avvocato Francesco Biazzo ndr) contesta il movente indicato dalla Procura”, che è lo stesso fornito dalla imputata, ovvero la presunta relazione extraconiugale suocero-nuora.

Oggi, lunedì 17 ottobre, conosceremo una prima verità processuale su questa vicenda omicidiaria che non si concluderà senza ombre e dubbi, qualunque sia la decisione del giudice. Stamani dopo la replica delle parti (non è escluso che l’imputata chieda di rilasciare dichiarazioni spontanee) il Gup Andrea Reale entrerà in camera di Consiglio e in giornata pronuncerà la sentenza di primo grado, ponendo per il momento la parola ‘fine’ a questo processo tanto controverso e discusso.

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