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Loris Stival, Quarto Grado: Veronica vittima di se stessa o lucida assassina?

“Quello che hai detto non è quello che hai fatto”, con queste parole Davide Stival lo scorso 6 novembre incalzava la moglie Veronica Panarello, che dopo mesi di carcere iniziava a fare parziali ammissioni circa la morte del loro figlio Loris, del cui omicidio è accusata. Nella puntata di Quarto Grado andata in onda questa sera, venerdì 8 gennaio, Gianluigi Nuzzi ha ricostruito tutte le tappe della lunga a complessa vicenda giudiziaria che vede coinvolta la 27enne accusata di infanticidio, e che presto dovrà affrontare un processo previa perizia psichiatrica, chiesta dal suo legale, Francesco Villardita, e concessa dal gip di Ragusa, Andrea Reale.

Il punto sulle indagini fatto durante la diretta è partito proprio dal ritrovamento del cadavere del piccolo Loris, avvenuto alle 17 del 29 novembre 2014 nei pressi del canalone del Mulino Vecchio, a Santa Croce Camerina (Ragusa).

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Ma Veronica è vittima delle sue travagliate vicissitudini familiari e, dunque, di se stessa, o è una lucida assassina che finge di aver rimosso l’omicidio del figlio di cui è accusata e solo ora ammette parzialmente le sue colpe, confessando l’occultamento del suo corpicino? L’opinione pubblica è divisa al riguardo, come è emerso durante la trasmissione, e c’è chi sostiene che la giovane madre abbia fatto le prime ammissioni solo ed esclusivamente per avvicinare a sé il marito – ricordiamo infatti che Davide Stival dall’inizio delle indagini ha sposato la tesi dell’accusa credendola colpevole – allo scopo di scongiurare l’ipotesi sempre più concreta di dovere affrontare il processo con il solo appoggio morale del padre Franco, l’unico familiare ad esserle rimasto accanto.

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