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Loris Stival ultime notizie: nonno Andrea rivelazioni su lettera con denaro a Veronica

Interpellato dal quotidiano La Sicilia, il nonno paterno del piccolo Loris, Andrea Stival, spiega il perché della lettera indirizzata alla nuora – che ora lo accusa dell’omicidio del figlio – in carcere, e una busta contenente 80 euro“Dopo aver chiarito un’incomprensione con suo padre Franco, che mi fece vedere tutte le lettere che lei gli scrive dal carcere, io e la mia compagna (Andreina ndr) decidemmo di scriverle due parole e di fargliele avere” – queste le dichiarazioni dell’uomo, che smentisce categoricamente di avere avuto una relazione con la Panarello e di essersi macchiato dell’omicidio del nipotino – “le scrissi una cosa tipo ‘gioia mia, un abbraccio: cerchiamo sempre di dare verità e luce al bambino’ … E poi, mi pare fosse il 31 ottobre, accompagnai il mio consuocero in carcere e gli diedi 80 euro da consegnare a Veronica, la cifra massima che mi disse si può fare entrare lì. Lui andò a colloquio e le disse che era venuto con me”.

Veronica – diversamente da quanto dichiarato durante l’ultimo interrogatorio del 19 febbraio scorso – sarebbe stata felicissima di ricevere quel messaggio dal suocero: “Era contentissima, si mise pure a piangere. Per i soldi Veronica rimproverò suo padre: ‘Non devi prendere l’elemosina’, gli disse”. Il medesimo episodio raccontato in modo diametralmente opposto, come si può evincere dalle dichiarazioni di Francesco Villardita, chiamato ieri a dare delucidazioni in merito alla nuova versione dei fatti fornita dalla sua assistita al pm Marco Rota.

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Non solo, Andrea Stival ha spiegato anche la natura delle ‘cure’ che la nuora gli avrebbe rivolto: dalle carte dell’inchiesta si evincerebbe infatti che la donna avrebbe “accudito” il suocero, ma di quelle attenzioni il 53enne dà una descrizione che esula dalla sfera sentimentale e/o sessuale. “Non è vero: è fango, sono bugie” – ha spiegato, precisando di essere prontissimo ad un confronto con Veronica, e di non avere nulla da tenere ora che, indagato come atto dovuto, gli inquirenti metteranno sotto una lente di ingrandimento la sua vita privata – “diceva di essere la sguattera di Andrea e compagna. Perché una volta le dissi che stavo portando gli abiti al lavasecco e lei mi fermò: ‘Non ti preoccupare, come lavo e stiro le mie cose posso fare con le tue’. Non le ho mai chiesto niente, né di stirarmi la roba né di farmi da mangiare. Io stavo a casa mia, lei a casa sua”.

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