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Loris Stival, ultime notizie Veronica Panarello: risonanza magnetica potrebbe rivelarsi inutile

Il settimanale Giallo è tornato a parlare del caso Loris Stival, il bimbo di 8 anni ucciso a Santa Croce Camerina il 29 novembre 2014, del cui delitto è accusata la madre, Veronica Panarello.

Ora che questa vicenda giudiziaria è giunta in una fase molto delicata (a breve, infatti, gli psichiatri incaricati di valutarne la salute mentale, depositeranno l’esito della perizia ed il Gup di Ragusa si pronuncerà in merito al rinvio a giudizio della 27enne), il giornale diretto da Andrea Biavardi ripercorre le tappe salienti dell’inchiesta, concentrandosi sul ‘balletto’ di versioni discordanti fornite dalla detenuta, che nell’ultimo interrogatorio dello scorso febbraio ha addirittura chiamato in correità il suocero, Andrea Stival.

Si tratta di un reale disturbo della personalità o dietro questi cambi di versione si cela il disperato tentativo della Panarello di ottenere il riconoscimento di una parziale infermità mentale e, dunque, uno sconto di pena? “La difesa starebbe attendendo gli esiti di questi test per dimostrare che Veronica, oggi in carcere con l’accusa di aver ucciso il suo bambino, è davvero pazza. Ma è possibile, con una risonanza magnetica nucleare dimostrare se una persona è pazza o meno?” si interroga Giallo, facendo riferimento alla richiesta fatta dal legale della donna, Francesco Villardita, che ha ottenuto dal giudice Reale l’autorizzazione a far sottoporre la sua assistita ad una risonanza magnetica al cervello.

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Un accertamento medico che tuttavia potrebbe rivelarsi totalmente inutile, in quanto non in grado di accertare alcunché, men che meno la presunta infermità mentale della Panarello: “Non è possibile stabilire una cosa dal genere attraverso un esame medico come la risonanza magnetica. Pertanto gli esiti di questi accertamenti non cambieranno nulla ai fini processuali”, ha detto lo psichiatra e psicoterapeuta, direttore del Dipartimento di salute mentale dell’Asl di Avellino, Antonio Acerra, al quale Giallo ha fatto delle domande per avere in merito il parere di un esperto.

Se dunque lo scopo della difesa è quello di dimostrare che al momento del fatto contestatole, la Panarello non era in grado di intendere e di volere, con ogni probabilità non sarà una risonanza magnetica a provarlo. Se poi la magistratura inquirente confermerà le ultime indiscrezioni – ovvero che dalla perizia psichiatrica in corso nel carcere di Catania, sarebbe emerso che Veronica è sana di mente – niente potrà evitare alla 27enne il processo ed una probabile e possibile condanna a 30 anni di carcere, come anche sostenuto dalla criminologa Roberta Bruzzone, sempre interpellata da Giallo.

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