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Loris Stival, Veronica Panarello condannata a 30 anni grida in lacrime: “Sono innocente”

Veronica Panarello è stata condannata a 30 anni per l’omicidio del figlio Loris e l’occultamento del suo cadavere. Il giudice ha accolto la richiesta del pm, giudicando la 28enne “lucida assassina, bugiarda e manipolatrice”, unica esecutrice materiale del delitto. Alla donna non sono state tuttavia riconosciute le aggravanti della premeditazione e delle sevizie. Inviati alla procura gli atti del processo per il reato di calunnia ne confronti del suocero, Andrea Stival, che lei aveva chiamato in correità.

Provvisionale di 250.000 euro a favore del padre del bambino, Davide Stival, apparso molto scosso e provato, come il suo legale, Daniele Scrofani, ha confermato: “È la sentenza che ci aspettavamo. Davide era molto provato ed è stato per lui e per coloro che erano presenti in aula un momento di grandissima emozione: siamo abituati a governare sentimenti, ma è stato un momento forte”.

Alla lettura della sentenza, dopo un’intera giornata trascorsa, all’apparenza impassibile, in aula senza far trapelare il suo stato d’animo, Veronica Panarello è scoppiata a piangere, si è disperata e singhiozzando ha esclamato: “Sono innocente!”“Impugneremo questa sentenza, ricorreremo in appello” perché la mia assistita si ritiene innocente. Così Francesco Villardita, legale della Panarello, all’uscita dall’aula del tribunale di Ragusa dove ieri, 17 ottobre, il giudice Andrea Reale dopo 4 ore di camera di Consiglio ha condannato in primo grado la donna a 30 anni di carcere, reputandola unica responsabile dell’omicidio del figlio, Loris Stival. Chiuso il primo capitolo di questa controversa vicenda giudiziaria, si attendono tra 90 giorni le motivazioni della sentenza cui dunque seguirà il processo d’appello.

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