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Loris Stival, Veronica Panarello suocero: chiesto nuovamente confronto con Andrea Stival

Loris Stival: tra i punti del ricorso in Appello presentati dall’avvocato Francesco Villardita, difensore di Veronica Panarello, vi sarebbe anche la richiesta di una nuova perizia psichiatrica per la donna, lo scorso ottobre condannata in primo grado a 30 anni di carcere per l’omicidio del figlio di 8 anni.

Il Gup Andrea Reale nelle motivazioni della sentenza di condanna ha infatti parlato di una “sindrome di Medea allargata a tutta la famiglia” della presunta infanticida, aprendo la strada ad un presunto disturbo psicologico della imputata che però non fu certificato dai periti incaricati dalla Procura, i quali giudicandola “sana di mente”, le riconobbero solamente un disturbo della personalità che non ne inficerebbe la capacità di intendere e di volere. Villardita dunque chiede che nel secondo processo venga fatta chiarezza in merito.

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Non solo, il legale avrebbe chiesto nella sua istanza di “riaprire l’istruttoria dibattimentale” per effettuare il confronto tra la Panarello e il suocero Andrea Stival, che la donna ha chiamato in correità accusandolo del delitto. Veronica dunque insiste e chiede un confronto faccia a faccia con suo suocero, il quale si è sempre chiamato fuori da ogni coinvolgimento e, come anche riconosciuto dal Gup nella sentenza di primo grado, “è estraneo” a siffatta vicenda omicidiaria.

Villardita chiede di “assolvere” la donna “per non avere commesso il fatto” e in subordine di “ritenere la sussistenza del concorso anomalo” nell’omicidio, commesso da altri. E in ogni caso chiede di “riconoscere il vizio parziale di mente” e di “rideterminare la pena” anche concedendo le attenuanti generiche che in primo grado non le sono state riconosciute.

 

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