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L’orsetto coraggioso che fa di tutto per raggiungere la sua mamma

E’ successo in Russia, il 19 giugno di quest’anno nell’innevata regione di Magadan. Un cucciolo di orso tenta caparbiamente di raggiungere la madre che lo attende in cima alla montagna.
Un videoclip di due minuti e mezzo, che tiene tutti, anche i meno sensibili al mondo animale, incollati allo schermo col  fiato sospeso. Lo vediamo scivolare sulla pendenza micidiale della montagna, aggrapparsi invano alla neve e alle rocce dimenandosi, mentre la madre, pronta ad allungargli la zampa per aiutarlo, assiste impotente alla sua ostinata scalata verso la salvezza.
Fortunatamente una storia che ha un lieto fine come epilogo, l’orsetto, dopo svariati e pericolosissimi tentativi, riesce a raggiungere la sua mamma.

il drone li fa scappare

Da cosa stanno fuggendo?

Ci domandiamo tutti cosa abbia spinto questa tenera coppia di orsi composta da madre e figlio ad avventurarsi in un inusuale quanto pericoloso viaggio. Quando in natura accade qualcosa di insolito, non previsto ed assolutamente pericoloso, solitamente la colpa, lo sappiamo tutti, va ricercata nell’uomo, ma andiamo ad approfondire meglio.

“Il drone era troppo vicino, una madre non affronterebbe mai un simile rischio a meno che  non sia costretta”

Queste le parole di Clayton Lamb, esperto studioso dell’Università di Alberta (Canada), specializzato nel comportamento di questi mammiferi ed abituato a mappare, tramite l’ausilio dei droni, i loro spostamenti sul territorio delle montagne rocciose canadesi. Si è espresso al Daily Telegraph puntando il dito nei confronti di un ignoto ed inaffidabile operatore di droni, il videomaker che ha per l’appunto girato questo filmino e che ha messo a repentaglio la vita di questo giovane orso spaventandolo.drone

“Non importa quanto il drone sia lontano, perché riesco a capire dal comportamento degli orsi che fosse comunque troppo vicino” 

Aggiunge Clayton Lamb. Si associa alla sua teoria anche Sophie Gilbert, un’ecologa dell’Università  dell’Idaho, ammettendo quanto il videomaker abbia mostrato una profonda mancanza di rispetto e comprensione sugli effetti che le sue azioni stavano procurando sugli orsi.
A loro si è unito uno stuolo di costernati studiosi, esperti ed operatori di droni che hanno ovviamente condannato questo video estremamente invadente e noncurante delle regole rigide e delle tante leggi statali esistenti, che condannano le molestie sulla fauna selvatica mediante qualsiasi interferenza esterna, compreso l’uso smodato di droni. Bisognerebbe essere pervasi dal buonsenso e da una buona dose di consapevolezza riguardante le nostre azioni, che, ricordiamocelo, presentano sempre e comunque degli effetti e delle conseguenze, spesso sugli indifesi.

caso yara news

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