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Lovelace

La chiamano “la festa del cinema”.

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Tradotto in parole povere, il biglietto per poter accedere ai grandi schermi si riduce a 3 euro per il 2D e a 5 per il 3D. No, signore e signori. No… Mica tutto l’anno! Lì altro che festa: si tratterebbe di un vero e proprio ritorno al passato! Il periodo in questione va dall’8 al 15 maggio e coinvolge tutti gli spettacoli in tutti i cinema d’Italia. Non sono richieste grandi abilità per poter avere la riduzione, sapete? Basta solo avere la pazienza di aspettare in coda. Tutto qui!

Io la trovo una genialata pazzesca, soprattutto in un momento come questo. Sì, questo. Ci sono almeno tre film che mi stuzzicano l’appetito mentale ultimamente. Vi direi volentieri quattro, ma ieri notte mi sono tolta uno sfizio con Morris e Giorgio assaporandomi, euro dopo euro (ben 3!), “Lovelace”. Un film dalla regia di Jeffrey Friedman, uscito nelle sale italiane l’08 maggio 2014. Per il ruolo di protagonista erano state prese in considerazione Olivia Wilde e Kate Hudson, prima che la parte venisse definitivamente affidata ad Amanda Seyfried. Per il ruolo del marito di Linda, Chuck Traynor, si era invece parlato di quel bonazzone di James Franco, che ha vestito invece i panni di Hugh Hefner. Alla fine la scelta è ricaduta su Peter Sarsgaard… La volete sapere un’altra chicchetta? Nel film avrebbe dovuto partecipare anche Demi Moore, ma la depressione post-rottura con Ashton Kutcher non gliel’ha fisicamente permesso. Come biasimarla, aggiungerei io? Quello è un treno che passa una volta nella vita! Persino la mia adorata Sarah Jessica Parker era in lizza per il ruolo di Gloria Steinem. Pare la parte sia stata girata e infine tagliata… Buuuuh!

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Un passo indietro è d’obbligo, ricominciamo dall’inizio…

Come sia avvenuta la scelta del film è ancora da capire. Sono secoli che in famiglia (io e i miei fratellini acquisiti) non si parla altro che di Nymphomaniac. Curo un blog-webmagazine legato al mondo delle donne e spazio, spesso e volentieri, in tutto quel che concerne il timido quanto apparentemente imbarazzante mondo del sesso. Quel film mi stava semplicemente aspettando, dico io!

Eppure… eppure eppure eppure. Ci lasciamo facilmente – troppo, aggiungerei – condizionare dai trailer, io e Morris. Ci piace vivere d’impatto. Le emozioni van lasciate scorrere lungo la pelle, scivolare nell’anima e penetrare nella membrana cerebrale. Ci innamoriamo… Così. A pelle… Col rischio di pentircene, si sa. Ma con la consapevolezza di aver assecondato il mood del momento.

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“Lovelace” era il nostro, di mood. In quel preciso istante. In quella notte graffiata dai pensieri di un vivere inquieto. Lovelace era la risposta alla nostra voglia di cinema a 3 euro. Sì…

Cosa significa Lovelace, Megghina?” chiede Morris, valutando in che orario fosse meglio avviarci.

Lovelace? Mmm…

Lascia, già trovato su Google! Lovelace… DonGiovanni, libertino…

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Mea Culpa, amici miei. Morris ha una decina di anni in meno di me. E’ giustificato, lui. Io e il mio palloncino di ignoranza attaccato al polso ammettiamo le nostre colpe: Linda Lovelace, signore e signori! Linda Lovelace, protagonista del famigerato film cult che nel 1972 ha trasformato il porno in una vera e propria industria: “Gola Profonda”.

Non fatemi i santarellini! Se non l’avete visto, sicuramente ne avete almeno sentito parlare! Vi basti sapere che quand’ero una giovincella e frequentavo l’università, abitavo in un bilocale con altre quattro ragazze (a ripensarci mi manca l’aria…) in Via Gola, appunto. Zona Navigli, a Milano. La battuta era fin troppo scontata: “Allora l’indirizzo di casa tua? Via Gola Profonda numero…?”. Matematico! Regolare…

Inevitabile, a quel punto, andare a darci un occhio. Buffa, come trama. Linda, una donna sessualmente insoddisfatta, si confida con la collega in cerca di aiuto. Questa propone varie ed eventuali soluzioni nella convinzione estrema che il problema sia legato alle dimensioni. Solo grazie all’intervento di un medico, la bella Linda scoprirà invece di avere il clitoride in gola…

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Quanti segreti possono nascondersi dietro alla carriera di una porno attrice…

Di una donna cresciuta in un rigido contesto all’insegna del puritanesimo. Di una ragazza innamoratasi dell’ennesimo uomo sbagliato, Chuck Traynor. Di una carriera non voluta. Di una cruenta violenza…

Sempre lì andiamo a cadere, amici miei. La difficoltà di noi donne nel reagire, nel ribellarci al compagno che alza le mani, che ci minaccia a suon di schiaffi e a sventolate di pistola…

Una donna carica di sofferenza e ruvida di imbarazzo. Una moglie sottomessa pur di assecondare l’eco adolescenziale di un’educazione familiare legata all’immagine e alla società:

Mamma, posso restare da voi almeno due giorni? Ti prego… Mi ha messo le mani addosso…”

E tu cos’hai fatto per farlo reagire in questo modo? Torna a casa a compiacere tuo marito. Sei sposata, Linda!”

Una Linda Susan Boreman ribattezzata Linda Lovelace pur di sfondare in quel mondo che avrebbe permesso al marito di rifarsi una vita: quello del porno.

Un’icona femminile che è riuscita a leccarsi le ferite, ribellarsi al sistema e riprendersi in mano la sua vita.

Una porno star è una porno star, giusto? A lei piace farlo, quel mestiere… Questo l’immaginario collettivo, spesso e volentieri. Poi interviene una macchina della verità a sfatare falsi miti assecondando scuri e penetranti scatti d’inchiostro…

La sua, di storia, era vera.

Ordeal” è il titolo del libro emblema del suo riscatto nei confronti di una società dagli occhi appannati da un ipocrita perbenismo di base.

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Linda vi aspetta nelle sale cinematografiche pronta a lasciarsi scoprire e  mettersi a nudo. E questa volta non a fini pornografici…

 

PS- Ho cercato Sharon Stone nel film senza mai trovarla. Solo ora ho scoperto che ruolo interpretasse… Irriconoscibile e tremendamente brava! Vi invito a non sbirciare su internet, andare a vederlo e commentare poi qui sotto!

 

Conclusione: i miei 3€ meglio spesi.

 

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