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Luca Castellini, chi è il capo ultrà del Verona ed esponente di Forza Nuova

Chi non conosceva già il nome di Luca Castellini per le sue dichiarazioni esplicitamente razziste, ora può tranquillamente collegare il suo volto agli insulti rivolti a Mario Balotelli durante la partita della scorsa domenica, VeronaBrescia, sul prato veronese. Luca Castellini infatti è il capo degli ultras dell’Hellas Verona e, soprattutto, è il coordinatore di Forza Nuova del Nord Italia.

Chi è Luca Castellini, il capo ultrà dell’Hellas Verona

Nato a Verona nel 1975, un “veronese puro” come si definisce lui stesso, è sposato, padre di due figli e lavora come responsabile commerciale in un’azienda che tratta lavorazioni meccaniche. Oltre a questo, da oltre 15 anni si dedica con passione alla politica: dall’ingresso nel partito di Roberto Fiore nel 1999, infatti, è arrivato a candidarsi come sindaco di Verona nel 2017, ottenendo 311 voti. La sua scalata politica l’ha portato anche a essere il coordinatore di Forza Nuova del Nord Italia, a Verona, la “casa” di Forza Nuova. In tutta questa carriera, però, Castellini si è fatto notare soprattutto per le sue dichiarazioni di stampo razzista, per la sua avversione verso i migranti, per l’appoggio all’uscita dall’Unione europea, per le posizioni sulla famiglia tradizionale, per l’accettazione ad alcune leggi contenute nel Manifesto della Razza del 1938 “contro la sostituzione etnica dell’Europa” e, in particolare, per la sua adorazione nei confronti di Adolf Hitler. In passato, infatti, durante una manifestazione di FN, il leader degli ultrà, microfono alla mano, spiegò a tutti i presenti a chi dovessero rivolgere i propri ringraziamenti: “Chi ha permesso questa serata, chi ha fatto da garante ha un nome. Adolf Hitler!”. Il tutto condito da bestemmie, cori a suon di “Siamo una squadra fantastica, fatta a forma di svastica, che bello è, allena Rudolf Hess”, oppure salti a ritmo di “Adolf Hitler is my friend”. Tutto per scherzare, ovviamente. E chi non capisce il senso goliardico della cosa, è solo perché non vuole comprenderlo. Castellini infatti, in un’intervista, ha ribadito il concetto: non è una questione politica, è “goliardia”. “Inneggiare a Hitler è goliardia. Le sue atrocità? Molto meno di quelle della democrazia, della chiesa e di Stalin”, ha sostenuto alle telecamere di La7. Goliardia. Quando poi la giornalista di La7 gli ha chiesto di condannare le atrocità di Hitler, Castellini si è rifiutato di rispondere e ha commentato: “Sempre ‘sta storia degli ebrei. Non ha senso. Hanno subito un genocidio? Eppure comandano il mondo”. E su questa dichiarazione sarebbe bene chiudere il sipario.

Gli attacchi a Balotelli

Invece no. Perché Castellini la scorsa domenica ha difeso a spada tratta quanto successo allo stadio Bentegodi: dalla curva veronese sono arrivati versi scimmieschi e ululati, così tanti che al 54′ Mario Balotelli, spazientito, ha interrotto l’azione di gioco e calciato il pallone verso gli spalti, minacciando di lasciare il campo. Durante un’intervista rilasciata dopo la partita da Luca Castellini, il capo ultrà alla domanda sulla presenza di razzismo tra gli spalti veronesi ha risposto “Non diciamo cazzate, non siamo razzisti, ce l’abbiamo anche noi un negro in squadra, che ha segnato ieri, e tutta Verona gli ha battuto le mani”, e ha continuato: “Ci sono problemi a dire la parola negro? Mi viene a prendere la Commissione Segre perché chiamo uno negro? Mi vengono a suonare il campanello?”. Il vero problema, secondo Castellini, è che Balotelli “non sarà mai del tutto italiano, la verità è che si lamenta perché è un ex giocatore”. “L’anno prossimo Balotelli non gioca più a calcio, andrà in televisione a fare la prima donna. Appena è stato sotto la curva del Verona ha deciso di lanciare il pallone. A Verona lui si infastidisce perché gli cantiamo “Mario Mario” e lui preferisce essere insultato, come fanno tutti quanti”. Anzi, ha pure “infamato Verona”. E con tutte queste affermazioni, con cui Castellini ha trasformato un fatto di cronaca in una questione politica, è arrivato anche il daspo della società Hellas Verona che durerà fino a giugno 2030.

La nota di Castellini per Forza Nuova

” “Quando mi ricapiterà di venire a Verona? Meglio sfruttare l’occasione”. Questo avrà pensato Mario Balotelli appena giunto nei pressi della bandierina del calcio d’angolo. Per un giocatore di calcio finito (gioca da fermo), consapevole di essere al suo ultimo anno nel calcio che conta e che sa di dover per forza trovarsi altri ambiti per raccogliere soldi, quale miglior palcoscenico se non Verona per rilanciare il suo ruolo di icona mediatica antirazzista? Dal prossimo anno, più inquartato e dopo qualche corso di dizione, lo vedremo calcare gli studi televisivi, dalla D’Urso a Costanzo, nel suo nuovo ruolo di ennesimo centravanti mediatico al servizio del nuovo Ministero della Verità. C’era un altro “ne**o” in campo domenica: il nostro, un diciottenne che ha giocato da migliore in campo, ha segnato ed è stato applaudito da tutto il Bentegodi, dando una sonora lezione a quell’altro “ne**o”, calcisticamente ed umanamente finito”.

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