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Lucio Battisti, la moglie chiede che sia abbattuta la tomba a Molteno

L’austera riservatezza e timidezza, talvolta prese per reticenza, che hanno sempre connotato la sua persona e il suo modo di essere fuori e dentro il palco, hanno continuato ad esistere senza soluzione di continuità, anche dopo la sua morte. Grazia Veronese, la vedova di Lucio Battisti, ha infatti custodito con geloso riserbo la memoria del suo celebre marito, difendendo la sua arte e la sua immagine da chiunque cercasse di impossessarsene, seppur per commemorarlo.

Lucio Battisti

Lucio Battisti è uno dei cantautori italiani più amati dal pubblico, e da quando ci ha lasciato non sono mancate le celebrazioni in sua memoria. La vedova vi si è sempre opposta con tanto di azioni legali contro la Rai ed il comune di Roma per trasmissioni televisive da lei non autorizzate. Di recente ha voluto che le spoglie del cantautore fossero trasferite a Rimini, dopo esser state per 15 anni nel cimitero di Molteno, cittadina brianzola in provincia di Lecco dove Battisti dimorò già nel periodo di ritiro dalla vita pubblica.

A niente è valsa l’opposizione dei fans e dell’amministrazione comunale, cui la Veronese fece causa (persa in appello) per il festival che dedicò al cantautore senza la sua approvazione. Fu considerata quasi una ‘appropriazione indebita’ dell’immagine di Lucio. E la controversia pare non avere fine: è di oggi, infatti, la notizia secondo cui la signora Battisti ha chiesto esplicitamente al Comune che venga abbattuta anche la cappella (ormai vuota) in cui riposava la salma di suo marito. Secca la replica del Comune: “Non è una proprietà della famiglia, noi suggeriremo di farne un sacrario per suore e preti”. La ‘querelle post mortem’ continua.

 

 

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