in ,

Lucio Dalla: 4 Marzo 1943, la nascita di un mito

Sembra come se non fossero passati questi tre anni, tre lunghi anni dalla morte di un mito, Lucio Dalla, che ha fatto la storia della musica italiana. Una carriera, quella di Lucio, costellata solo di grandi successi rimasti nella memoria di quanti lo hanno conosciuto ma anche di chi, troppo piccolo per seguirlo negli anni del suo boom, lo ha apprezzato postumo, amandolo e venerandolo quasi fosse una divinità.

Lucio Dalla come un Dio: ancora oggi che avrebbe compiuto settantadue anni, a tre anni dalla sua inaspettata e prematura scomparsa, tutti applaudono a quel cantante piccolino, con un copricapo in lana sempre calcato in testa e la barba folta e nera a coprirgli quasi il volto. In particolare la sua città, Bologna, non lo ha mai dimenticato e in via D’Azeglio sembra quasi aleggiare il suo fantasma, che passeggia in lungo e in largo per quella che è stata la strada della sua vita, fino a fermarsi al civico 15, lì dove ha abitato per tanti anni, lì dove il musicista ha partorito alcuni dei suoi più grandi pezzi, lì dove si sono consumati incontri che hanno cambiato la storia della musica italiana. Tra questi, come non citare quello con l’amico di sempre, Gianni Morandi, con cui nel 1988 ha inciso il disco DallaMorandi che conteneva inediti scritti da Mogol, Mario Lavezzi, Battiato, Stadio e Ron, a cui ha fatto seguito un lunghissimo tour dei due cantautori sia in Italia che all’estero, o quello con un altro grandissimo della musica italiana, Francesco De Gregori, con cui nel 1979 ha inciso l’album Banana Republic, collaborazione ripresa poi un anno prima della scomparsa di Dalla, con il tour Work in progress, che ha visto i due cantautori in giro per i maggiori teatri italiani.

Proprio quelle mura, di via D’Azeglio 15, intrise dei ricordi di una vita straordinaria – quella vissuta da Dalla -, hanno ospitato in questi ultimi tre giorni migliaia di persone, che hanno avuto l’occasione di trovare le porte di quella casa aperta e di poter entrare in punta di piedi in quello che era il mondo personale e privato del loro beniamino. Sono stati tre giorni di festa, dal giorno in cui si ricorda la sua comparsa prematura (il 1 Marzo) al giorno in cui si ricorda la sua nascita (4 Marzo), in cui i bolognesi e quanti sono arrivati in via D’Azeglio, hanno potuto ubriacarsi di ricordi tra le stanze della sua immensa casa, per accedere alla mondo segreto di un mito che ha fatto la storia della musica, un mito che, come diceva nella sua celebre Caruso: “ha visto la luna uscire da una nuvola e gli è sembrata così più dolce anche la morte”.

Parma Coppe asta

Parma calcio ultimissime: a rischio anche la partita con l’Atalanta

Rocco Siffredi Isola dei Famosi

Isola dei Famosi 2015: arriva Cecilia Rodriguez, Rocco Siffredi se la mangia con gli occhi