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Luigi Pirandello frasi: dal teatro alla poesia, citazioni del premio Nobel della Maschera

Il 10 dicembre 1936 a Roma, moriva Luigi Pirandello, scrittore, drammaturgo e poeta italiano, a cui fu conferito il Premio Nobel per la letteratura nel 1934, con la motivazione “Per il suo ardito e ingegnoso rinnovamento dell’arte drammatica e teatrale”. Proprio con la sua arte drammatica e teatrale, e attraverso la sua scrittura, ricordiamo l’uomo immenso della Maschera, grazie alle sue citazioni.

“La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, e soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto voi ignoriate, così che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in un’incertezza angosciosa e, cessando ogni affermazione di voi, cessi l’intimità stessa della vostra coscienza. La vera solitudine è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l’estraneo siete voi” dal libro “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello

“… Quando tu riesci a non aver più un ideale, perché osservando la vita sembra un enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l’abitudine, che non trovi, e l’occupazione, che sdegni – quando tu, in una parola, vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore – allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido. Io sono così”.

“Io mi vidi escluso per sempre dalla vita, senza possibilità di rientrarvi” dal libro “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello.

“Or che cos’ero io se non un uomo inventato?” dal libro “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello.

“Tutti i pazzi sono sempre armati d’una continua vigile diffidenza”.

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