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Lumidolls, già “chiusa” la casa per appuntamenti di Torino con bambole sexy: tutto sequestrato

Un’avventura breve, ma intensa quella di Lumidolls, la prima casa per appuntamenti aperta al pubblico “abitata” da bambole di silicone sexy. Aperta lo scorso 3 settembre, non senza polemiche, la casa è stata sequestrata per esercizio abusivo dell’attività affitta camere e per motivi di igiene. 

Lumidolls, un marchio già presente a Barcellona e Mosca, era arrivato in Italia per volontà di un gruppo di amici. Qui si poteva fare sesso con sette diverse bambole e con il maschio sempre di silicone Alessandro, a partire da 80 euro per mezz’ora. Le bambole, benché minute, riproducevano le fattezze realistiche degli esseri umani. Le sexy dolls non erano gonfiabili, ma manichini snodabili e resistenti all’acqua, in elastomero termoplastico. Morbide al tatto, vicine al materiale di cui sono fatte le palline anti stress. Qualche ora di piacere con una di loro comportava un codice etico non da poco: vietato tirare le mani o altre parti del corpo, evitare di indossare accessori che potessero graffiare la pelle di silicone o portare la bambola nella doccia della camera, anche perché incapace di stare in piedi da sola. I clienti erano pure disposti a pagare 50 euro di cauzione, pur di trascorrere qualche ora con le sexy dolls, atte a riprodurre qualsiasi posizione del kamasutra. Secondo un reportage, nella stanza i clienti avrebbero trovato, oltre alle bambole, un letto, una doccia e un televisore con film porno. Insomma una casa d’appuntamenti vera e propria, anche se senza reali prostitute.

La notizia dell’apertura aveva suscitato parecchie polemiche, ma anche entusiasmo, tant’è che a Wired.it uno dei titolari aveva raccontato: “Siamo pieni per settimane, salvo qualche piccola eccezione. Abbiamo clienti che hanno prenotato anche dal Veneto e la maggior parte hanno scelto la mattina o il pomeriggio per il loro appuntamento. Anche per questo motivo per il momento non terremo aperto di notte. Abbiamo richieste anche per degli addii al celibato”. Purtroppo per i gestori e per i clienti la Lumidolls resterà “chiusa” e non si sa fino a quando. Il blitz dei vigili ha riscontrato che nell’appartamento situato nella zona sud di Torino, nel quartiere Mirafiori, nulla era a norma. Si trattava di un’attività illecita e abusiva. Difatti Lumidolls non era un negozio, ma un vero e proprio albergo a luci rosse, in cui le camere venivano affittate ad ore. Disposto dunque il sequestro delle otto bambole che non avevano le etichette con le indicazioni sui materiali e sul paese di produzione. Mancanza quest’ultima che è costata ai titolati una multa di oltre mille euro che si aggiunge agli altri oltre tre mila euro per le precedenti violazioni. In più il servizio di igiene dovrà verificare se il sistema di pulizia delle bambole fosse davvero a norma.

Tentativo fallimentare quello dei proprietari dunque, che per evitare problemi avevano anche cercato di mantenere il riserbo sull’indirizzo preciso dello stabile. Anonimato garantito anche ai clienti, che si presentavano sotto pseudonimo. Probabilmente ad allarmare le forze dell’ordine i vicini, trovatisi di fronte ad un viavai di gente e infastiditi dai rumori (le stanze, infatti, stando a quanto dichiarato dai proprietari non erano state ancora insonorizzate!).

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