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L’uomo di Neanderthal si è estinto a causa dell’amore

La sottospecie umana conosciuta come uomini di Neanderthal, è stata rivalutata da un recente studio, di cui si dà notizia in un articolo, apparso su Plos One. Due scienziati hanno affermato che la specie non si sia estinta 40mila anni fa a causa di un intelletto deficitario. Da un’analisi approfondita sui reperti archeologici risalenti a 200mila anni fa, si è potuto constatare che l’Homo di Neanderthal si sia assimilato al contemporaneo e più evoluto Homo Sapiens, di cui si deduce, ne abbia subito il fascino. Più che di remissione dell’una specie rispetto all’altra si può parlare di conquiste amorose.

Homo di Neanderthal ricostruzione

Paolo Villa del museo della University of Colorado e Wil Roebroeks dell’Università di Leiden, in Olanda, hanno affermato che tutte le spiegazioni basate sull’archeologia per la scomparsa della specie di Neanderthal sono errate. Gli studi genetici dimostrerebbero che tra le due sottospecie ci sono stati gradi di accoppiamento, che hanno fatto perdere al Neanderthal la sua morfologia.

Gli studiosi hanno concluso che diversi fattori hanno portato all’estinzione dei Neanderthal: la scarsa densità di popolazione, l’accoppiamento misto, una possibile sterilità nei maschi ibridi e la contrazione della distribuzione geografica che ha avuto come conseguenza, un’assimilazione dovuta al crescente numero di migranti. Secondo i ricercatori, il Dna dei Neanderthal, sequenziato nel 2010, è giunto fino a noi. Oggi si stima che nelle persone che vivono fuori dall’Africa l’eredità dei primitivi precursori sia presente nel nostro patrimonio genetico tra l’1 e il 4%. La mescolanza sarebbe avvenuta circa 50mila anni fa in Europa e in Medio Oriente.

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