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L’uso della serenoa repens nella cura dell’ipertrofia prostatica benigna – IPB e come rimedio per la cura dei capelli

Gli uomini in età avanzata, in prossimità dei 50 anni, devono spesso fare i conti con una patologia estremamente comune, l’ipertrofia prostatica benigna. Siamo di fronte ad una “malattia” per nulla invalidante che, però, può influire sensibilmente sulla qualità della vita degli uomini. L’ingrossamento, non cancerogeno e benigno, della prostata ha infatti effetti immediati e diretti sulla frequenza e l’intensità della minzione, rendendo il bisogno di andare in bagno più urgente e frequente.

L’ingrossamento della prostata, infatti, determina lo schiacciamento dell’uretra riducendo il flusso di urina e, di fatto, incrementando i fenomeni di ritenzione che obbligheranno il soggetto a ricorrere più frequentemente al bagno. La diagnosi normalmente deriva da visite di routine, soprattutto nelle ipotesi in cui ci si sottoponga a cicli di visite periodiche necessarie per la prevenzione ma può risultare da una visita programmata proprio per fronteggiare i sintomi, fastidiosi, dell’ipertrofia prostatica benigna.

Quello che è un disturbo di breve intensità, che può essere facilmente controllato ed attutito, può però risultare assolutamente invalidante se trascurato: parliamo dei casi in cui il disturbo venga sistematicamente ignorato. In questa ipotesi l’ingrossamento della prostata può provocare lo schiacciamento dell’uretra al punto da determinare il blocco della minzione o, addirittura, minzione dolorosa.

Ipertrofia Prostatica Benigna, le possibili cure farmacologiche

Tendenzialmente quindi l’IPB non necessita di cure importanti né di interventi invasivi. Nella stragrande maggioranza dei casi è sufficiente una cura farmacologica in grado sia di rilassare la muscolatura sia di ridurre le dimensioni della prostata. Tra i farmaci normalmente utilizzati per la cura dell’ipertrofia prostatica benigna si annovera la serenoa repens (anche definita sabal serrulata). Parliamo della palma nana americana, una pianta normalmente diffusa negli Stati Uniti.

Il principio attivo, normalmente contenuto nelle bacche della palma, veniva già utilizzato in passato per curare problemi all’apparato urinario ma oggi è componente essenziale di una serie di farmaci ed integratori alimentari utilizzati per la cura di malattie in campo urologico come, per esempio, proprio l’ipertrofia prostatica benigna. L’effetto della serenoa repens è però duplice: oltre ad intervenire sui disturbi urologici, grazie al potere antinfiammatorio, consente anche di riequilibrare gli squilibri ormonali, incidendo, per esempio, anche nella caduta di capelli.

Per i disturbi del tratto urinario è normalmente utilizzata per tre ragioni: perché riduce l’ingrossamento della prostata, perché migliora i sintomi irritativi e, infine, perché riduce gli effetti ostruttivi sull’uretra dell’ingrossamento. Agendo però anche a livello ormonale, la serenoa repens consente anche di combattere la caduta di capelli. Tra le due fenomenologie, la causa comune è da rintracciare nel diidrotestosterone che, se prodotto in eccesso, causa ipertrofia prostatica e caduta dei capelli. La serenoa repens, inibendo la produzione dell’ormone, agisce positivamente sia sull’IPB che sulla caduta dei capelli, riducendone gli effetti.

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