in

“L’utilità dell’inutile”, un manifesto in difesa del sapere

Scrivere di opere così riuscite è un privilegio per quel recensore che si arma di gomma e matita per planare su un’opera come questa – veliero in mare aperto – per tentare così di fornire una bussola alla sua lettura. Il libro di Nuccio Ordine (professore ordinario di Letteratura Italiana presso l’Università della Calabria) è un florilegio prezioso di opere ed autori che hanno evidenziato l’importanza di quei saperi solo in apparenza fine a se stessi, che sono invece gli artefici della crescita civile e culturale dell’umanità.

L'utilità dell'inutile. Manifesto (Nuccio Ordine)

L’utilità dell’inutile. Manifesto (pubblicato prima in Francia da Les Belles Lettres e poi da Bompiani nel 2013) è un saggio che esalta il valore della conoscenza intesa come “processo virtuoso in cui si arricchisce, nello stesso tempo, chi dona e chi riceve” e si compone di tre parti dedicate rispettivamente al tema dell’utile inutilità della letteratura, agli “effetti disastrosi prodotti dalla logica del profitto nel campo dell’insegnamento, della ricerca e delle attività culturali in generale” e all’analisi della voce dei classici in difesa della dignità umana, del sentimento di amore e del valore della verità. In appendice, poi, un brillante saggio di Abraham Flexner pubblicato per la prima volta in italiano.

Stupiscono dell’opera la compiutezza e la coerenza raggiunte capaci di tessere insieme le parole di Dante e Petrarca con quelle di David Foster Wallace; la follia di Aureliano Buendía (celebre personaggio di Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez) con la lucida utopia di Tommaso Campanella, “che pone la sapienza al centro della sua civitas”; la distinzione di Socrate tra schiavi e uomini liberi e la definizione del bello in Kant, che non può che essere un piacere disinteressato. E poi la radicale presa di posizione di Théophile Gautier contro ogni utilitarismo in difesa dell’ “Arte per l’Arte” fino ad Italo Calvino con i suoi suggerimenti: “non c’è niente di più essenziale per il genere umano come quelle attività che sembrano assolutamente gratuite e inessenziali”.

Centro del saggio è sicuramente la decisa presa di posizione contro una concezione commerciale dell’educazione e un’università che tende sempre più a scoraggiare quelle discipline non immediatamente professionalizzanti non solo disincentivando la passione degli studenti, ma snaturando contemporaneamente il ruolo dell’insegnante, decisivo per stimolare quella curiosità necessaria affinché la conoscenza possa fondarsi su un duraturo meccanismo di seduzione. L’ideale di un nuovo umanesimo, dunque, è secondo Ordine l’unica alternativa possibile  per opporsi alla riduzione dell’università in aziende e a quella dei professori in burocrati, che sempre più spesso “passano le loro giornate a riempire dossier, a fare calcoli, a produrre rapporti per […] statistiche” perdendo di vista il loro compito primigenio: formare individui capaci di reagire al culto del profitto come percorso obbligato e di smascherarne l’illusoria  portata benefica. L’utile, diceva Tolstoj, è solamente ciò che rende un uomo migliore.

van persie gruppo b olanda qualificata

Mondiali Brasile 2014 classifiche dei gruppi dopo la seconda giornata

renzi decreto sblocca italia

Renzi fondi per lo “sblocca Italia”: 1 miliardo ai Sindaci per le opere pubbliche incompiute