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M5S news, Di Maio «non ha nessuna forza come leader»: oggi vertice con Casaleggio e Grillo

E’ un attacco pesantissimo quello sferrato a Luigi Di Maio della senatrice M5S Elena Fattori. Dopo il pressing dell’alleato di governo Matteo Salvini, reduce dal trionfo alle Europee, il leader pentastellato deve affrontare la resa dei conti interna, appena iniziata. Ieri è sembrato ai più come un pugile suonato, in attesa del ko. E il knock out potrebbe arrivare oggi. Si è infatti appreso in questi minuti che oggi pomeriggio, a Milano, si dovrebbe tenere un vertice tra Luigi Di Maio, Beppe Grillo e Davide Casaleggio. Lo riferisce l’AdnKronos sottolineando come sul tavolo del vertice ci sarà la riorganizzazione del Movimento dopo il tracollo elettorale di domenica scorsa.

«Di Maio non avrebbe dovuto ricoprire tutti quei ruoli»

Intanto sono partite le bordate interne. «Dissi in tempi non sospetti che Di Maio non avrebbe dovuto ricoprire tutti quei ruoli, perché non ne ha fatto bene nessuno. Di Maio ha nessuna forza come leader perché non è cresciuto da nessuna parte, non è un Berlinguer. E’ una persona che rappresentava un popolo e ha sbagliato a volersi blindare». Così Elena Fattori, senatrice pentastellata, ai microfoni di Radio Cusano Campus. La Fattori ha parlato, sibillina, anche della riorganizzazione interna del M5S. «Se riorganizzazione ci deve essere – ha detto – deve partire dalla base. Non ci devono essere i gerarchi stile giglio magico che vengono sui territorio, perché non li ascolta nessuno».

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M5S news: Di Maio si dimetterà?

«Domani ci sarà l’assemblea, a cui parteciperò anche io perché è un momento in cui tutti dobbiamo esserci, io rappresento la voce di quelli che in questi mesi avevano chiesto un cambio di rotta – ha affermato Fattori- Io dissi in tempi non sospetti che Luigi non avrebbe dovuto ricoprire tutti quei ruoli, perché non ne ha fatto bene nessuno. Dall’inizio della legislatura c’è stato un blindarsi di Luigi insieme ai suoi fedelissimi con dei regolamenti ad personam che gli lasciavano tutta la libertà decisionale, cosa che non ha senso nel nostro Movimento dove il confronto è fondamentale».

«Di Battista? Non rappresenta più nessuno»

La Fattori ha anche sottolineato altri due aspetti importanti utili a comprendere la crisi del Movimento: l’abbandono del territorio e l’assenza di una “scuola” di leadership. «I territori sono stati abbandonati, costretti ad autodeterminarsi –  ha detto la senatrice M5S – Sono stati fatti tanti errori. A questo punto reiterare l’errore, sempre tra le stesse persone Di Maio, Di Battista e Casaleggio, non ha senso. Di Battista è una grande persona ma non rappresenta più nessuno, se n’è andato, non ha il polso né dei territori nè dei gruppi parlamentari. Di Battista è uscito dal Parlamento quando eravamo all’opposizione e dovevamo solo parlare. E’ chiaro che lui abbia una visione vecchia del M5S che però è evoluta in forza di governo. Non ha senso parlare a vanvera e accusare gli altri. Bisogna mettere in atto i principi che hanno animato il M5S delle origini».

«La nostra classe dirigente non esiste»

«Noi non abbiamo dei leader. La nostra classe dirigente non esiste – ha incalzato Fattori dai microfoni della radio romana – Di Maio e Di Battista non erano gli unici che facevano le cose, erano quelli più bravi a portare il messaggio, ma se tu trasformi dei comunicatori in una classe dirigente che decide per sé non ha senso. E’ sbagliato strutturalmente. Una classe dirigente deve evolvere, deve essere riconosciuta dalle persone che dirige, deve essere legittimata. Per trovare legittimazione deve essere portata dalla base. Non può essere imposta da un leader, che peraltro ha perso. Se Luigi deve fare il ruolo di leader, che non è il ruolo di capo, deve rappresentare le persone che lì ce l’hanno messo. Se invece diventa un capo dei capi perde la forza che aveva. Non ha nessuna forza come leader perché non è cresciuto da nessuna parte, non è un Berlinguer. E’ una persona che rappresentava un popolo e ha sbagliato a volersi blindare. Se riorganizzazione ci deve essere, deve partire dalla base. Non ci devono essere i gerarchi stile giglio magico che vengono sui territorio, perché non li ascolta nessuno».

Le cose buone fatte dal M5S

Sugli errori del M5S e sulle cose buone fatte. «Le cose buone – ha detto Fattori – sono state fatte quasi solo dal M5S, Salvini ha parlato solo di immigrazione. L’errore grosso è stato a partire dal decreto sicurezza e poi il caso Diciotti. Noi avevamo un programma sull’immigrazione ben fatto, quindi perché non abbiamo voluto partecipare al confronto sul decreto sicurezza? Quando abbiamo provato a correggere il decreto sicurezza avremmo potuto essere protagonisti, invece si è deciso di spartire i temi. Salvini tra l’altro non ha risolto il problema, tant’è che vuole fare un decreto sicurezza bis, ma in realtà lui il problema non vuole risolverlo altrimenti di cosa parlerebbe?». Tutte le news di politica su UrbanPost

Written by Andrea Monaci

48 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it, ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto tra gli altri per il "Lavoro e Carriere" e "Il Secolo XIX". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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