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M5S news: è caos interno. Gli iscritti a Rousseau decidono se partecipare alle regionali

Il Movimento 5 Stelle parteciperà alle elezioni Emilia-Romagna e in Calabria? A deciderlo saranno gli iscritti alla piattaforma Rousseau. Oggi, infatti, la votazione è stata aperta alle 12 e verrà chiusa alle 20, così che tutti i membri, non solo i residenti nelle due regioni in questione, possano decidere se il Movimento dovrebbe correre oppure no. La scelta di lasciare la palla agli iscritti ha causato uno tsunami all’interno del M5S, dividendo gli esponenti tra favorevoli e contrari.

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Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su Giovedì 21 novembre 2019

La scelta di partecipazione del M5S agli iscritti

Il dubbio è: il Movimento 5 Stelle riuscirebbe a correre nelle regionali, oppure è bene che si faccia da parte e si metta in standby per qualche mese? Sul Blogdellestelle si legge: “È quindi anche il momento di chiederci se questa grande mobilitazione di crescita e rigenerazione sia compatibile con le attività elettorali. Per questo motivo abbiamo deciso di sottoporre agli iscritti la decisione riguardante la partecipazione alle imminenti elezioni regionali in Emilia-Romagna e in Calabria. Partecipare alle elezioni richiede uno sforzo organizzativo, anche nazionale, e di concentrazione altissimo. Ciascuno di noi deve interrogarsi, con la massima responsabilità, sul contributo che sente di dare nei prossimi mesi, su dove sente più giusto che i suoi portavoce dirigano il proprio impegno. Deve chiedersi se pensa se siamo capaci, tutti insieme, in un grande lavoro di rete di condivisione e divisione degli incarichi, di essere utilmente presenti su diversi fronti. Qualsiasi cosa sceglieremo, la affronteremo come sempre con tutta la dedizione di cui siamo capaci.” L’idea di lasciare tutto in mano agli iscritti, però, ha l’immagine dello scarica barile.
In più, non tutti erano a conoscenza del voto sulla piattaforma, anzi: gli esponenti eletti nelle due regioni chiamate al voto il prossimo 26 gennaio pensavano di presentasi con il simbolo del Movimento e con i candidati scelti, così da guadagnare qualche posto in consiglio regionale. Anche perché, forse, i cittadini e membri della piattaforma Rousseau non sono in grado di prendere questa decisione. Lo pensa anche, per esempio, Dario Violi, capogruppo M5S nel consiglio regionale lombardo, che sul suo profilo Facebook ha scritto: “E niente, io domani dovrei decidere da Bergamo se a Reggio Calabria siamo all’altezza (?!?) di candidarci. Ne so quanto potrebbe saperne uno dai vellutati palazzi romani, nulla!”. E lui è dentro al Movimento.

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Il terremoto interno al M5S

“Non capiamo né condividiamo la decisione di indire questo voto su Rousseau, peraltro giustificato con una forzata e vaga responsabilizzazione degli eletti 5 Stelle, che non regge né tiene conto delle emergenze ed esigenze specifiche del territorio calabrese e di quello emiliano-romagnolo”, commenta sulla sua pagina Facebook Paolo Parentela, coordinatore della campagna elettorale per le regionali in Calabria prima di dimettersi. “Con il voto di oggi su Rousseau, i vertici del MoVimento 5 Stelle scelgono di non scegliere, deludono le migliaia di attivisti calabresi che con sacrifici e rischi hanno sempre lavorato sul territorio, ignorano il percorso che abbiamo già avviato e scaricano su tutti gli iscritti la responsabilità di una scelta inquadrata in termini profondamente sbagliati”. Sui proprio profili social hanno commentato la decisione di mettere la scelta in mano agli iscritti anche altri parlamentari, come Anna Laura Orrico, sottosegretaria ai Beni culturali; Maria Edera Spadoni vice-presidente della Camera; Laura Granato; Virginia La Mura; Davide Zanichelli e Francesco Sapia. Le critiche hanno toccato anche il testo del quesito posto, palesemente indirizzato al voto verso il no. Come ha sottolineato il senatore emiliano Gabriele Lanzi, “la domanda stessa, il dubbio se andare o non andare, non avrebbe nemmeno dovuta essere posta, questa la precisazione più diffusa nei tavoli tenuti nelle province. Tra l’altro per come è posto il quesito sulla piattaforma Rousseau può certamente trarre in inganno i votanti. Come successe inizialmente nel voto per il governo con il Pd dove si scambiò il sì con il no”.
Allo stesso modo anche alcuni consiglieri pentastellati come Alice Salvatore, capogruppo 5 Stelle in Liguria, che ha spiegato: “È importante introdurre nelle istituzioni preziose sentinelle che porteranno la voce dei cittadini nei rispettivi consigli regionali”. Al contrario, il ministro Vincenzo Spadafora sostiene la scelta del Movimento: “Gli attivisti e i portavoce in Emilia-Romagna e Calabria hanno fatto un lavoro straordinario (…) ma penso che non dovremmo impegnarci nei prossimi mesi nelle campagne elettorali per mettere tutti in condizione di partecipare a un percorso in cui la priorità sia il M5s”.

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Il voto di Luigi Di Maio

Luigi Di Maio, che sembra voler seppellire la bandiera bianca con il Partito Democratico, ha dichiarato che non parteciperà al voto sulla piattaforma Rousseau: “Come capo politico scelgo sempre di votare il meno possibile per evitare di prendere una parte. Nessuno dei nostri vuole andare con il Partito Democratico su quei territori”. La sconfitta in Umbria probabilmente brucia ancora, e un’altra figuraccia non sarebbe gradita dal Movimento 5 Stelle. Dai sondaggi, la rinuncia a correre sotto la bandiera giallo-rossa comunque gioverebbe il Partito Democratico, che in Emilia-Romagna, grazie al governatore Stefano Bonaccini, sembra riuscire a navigare, in solitaria, intorno al 34%.

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