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M5S news: solo 15 parlamentari in regola con i rimborsi, alcuni non hanno mai versato

Il nodo delle restituzioni deve essere sciolto. Il Movimento 5 Stelle ci aveva fatto il suo cavallo di battaglia e ora, a conti fatti, solamente 5 senatori e dieci deputati sembrano essere in regola. E questa news del M5S rischia di provocare non solo un forte calo di consensi e problemi a livello di immagine (vista l’ennesima promessa non mantenuta), ma anche una complicazione sulla gestione delle spese.

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M5S news: le restituzioni mai versate

Le regola del Movimento 5 Stelle sembravano chiare: è obbligatoria la restituzione di parte delle indennità ricevute e il versamento dei contributi alla piattaforma Rousseau. Ma i pentastellati evidentemente si sono fatti attirare dal sistema, e a oggi solamente un numero esiguo di parlamentari ha rispettato le direttive interne. A novembre risultano a posto con i pagamenti solamente 5 senatori su 101 e dieci deputati su 216, e infatti negli ultimi giorni era stato messo all’ordine del giorno il tema dei rimborsi, evidentemente ormai da revisionare. La novità prevede un nuovo meccanismo con il versamento mensile di almeno 2mila euro su un conto di un comitato creato ad hoc e intestato a Luigi Di Maio e ai capigruppo di Camera e Senato. Un meccanismo, però, che non ha trovato d’accordo i pentastellati e che è già stato contestato da una ventina di parlamentari tra senatori e deputati del Movimento.
Se tra le file del Movimento 5 Stelle c’è chi non è in regola con i versamenti, ma nell’ultimo anno alcuni li ha effettuati, altri invece nel 2019 non hanno mai aggiornato i rimborsi. Tra questi, si segnalano il senatore Michele Giarrusso, l’ex ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti, Nicola Acunzo, Nadia Aprile, Santi Cappellani, Daniele Del Grosso, Federica Dieni, Flora Frate, Francesca Galizia, Marta Grande, Mara Lapia, Paolo Romano, Gianluca Vacca e Andrea Vallascas. Dal Sento invece spuntano i nomi di Cristiano Anastasi, Vittoria Bogo, Alfonso Ciampolillo, Luigi Di Marzio, Fabio Di Micco e Pietro Lorefice.

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M5S news, solo 15 deputati hanno sempre effettuato i versamenti

Pare che Luigi Di Maio non riesca a far rispettare le regole al suo gruppo. O per lo meno non sempre: si nota che il quadro di chi nel 2019 ha pagato e poi ha smesso corrisponde proprio al momento di crisi del primo governo Conte, a settembre. In quel mese il fermo dei versamenti ha coinvolto 94 deputati e 41 senatori del Movimento. Non è stato l’unico momento però: già da giugno le interruzioni erano state 32 alla Camera dei deputati e 15 al Senato. Tra i ritardatari si trova il nome di Alfonso Bonafede (ad agosto), Stefano Buffagni (a settembre), Laura Castelli (a ottobre), Federico d’Incà, Carla Ruocco e Giulia Grillo (ad aprile). Per quanto riguarda i ritardi arrivati da Palazzo Madama invece figurano Nunzia Catalfo (da marzo), Barbara Lezzi (da agosto), Vito Crimi e Danilo Toninelli (da giugno). Per tutti coloro che non hanno mai effettuato i pagamenti è previsto che scatti l’intervento dei probiviri del Movimento 5 Stelle che prevede sanzioni disciplinari che potranno arrivare fino all’espulsione. Ci sono, dall’altra parte, quindici deputati che invece hanno sempre rispettato le regole imposte dal Movimento: sono i senatori Giorgio Fede, Barbara Floridia, Gabriele Lanzi, Arnaldo Lomuti e Fabrizio Trentacoste e i deputati Raffaele Bruno, Stefania Ascari, Lucia Azzolina, Antonio Federico, Riccardo Olgiati, Davide Serritelle, Carlo Sibilia, Arianna Spessotto, Luca Sut e Davide Tripiedi.

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