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Ma come la dimentichi una come Anna Magnani? Omaggio di Iris a 40 anni dalla morte

“Ti ho sentito gridare Francesco dietro un camion e non ti ho più dimenticato”: così Ungaretti riassume perfettamente l’essenza disperata della più grande attrice italica di ogni tempo, “la gattara”, “l’umorale”, “affamata di carezze”, colei che ha vinto l’Oscar e non si è neppure presentata a ritirarlo dalle mani di Jerry Lewis. Anna. Anna Magnani. A quarant’anni dalla scomparsa di Anna Magnani, Iris omaggia una delle più grandi attrici della storia del cinema con la maratona “Nannarella”. La retrospettiva – in onda giovedì 26 settembre 2013, a partire dalle ore 23.30 sino a notte fonda – apre con il film drammatico del 1962 scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini, “Mamma Roma”. A seguire è la volta de “Nella città l’inferno” (1958), dramma di ambientazione carceraria di Renato Castellani, tratto dal romanzo “Roma, via delle Mantellate”, di Isa Mari. Chiude la rassegna, “Lo sconosciuto di San Marino”, film del 1946 diretto da Michal Waszynski.

anna magnani retrospettiva

Attrice sublime e prorompente, quanto nel privato donna fragile e insicura, Anna Magnani era amata da registi come George Cukor, Sidney Lumet, Tennessee Williams, Jean Renoir, Luchino Visconti e Rossellini. Alla sua morte, il 26 settembre 1973, Il settimanale “Time”, la salutò con un: «Divina, semplicemente divina». Della Magnani, resta stupefacente anche il palmarès: ha vinto – prima interprete italiana nella storia degli “Academy Awards” – un Oscar come Miglior attrice protagonista; un Bafta; un Golden Globe; cinque Nastri d’Argento, due David di Donatello, una Coppa Volpi e una miriade di premi minori.

Intensa, trafelata, travagliata, materna e zingara: alla perenne ricerca di quella carezza negata, figlia dell’atavico abbandono infertole dalla madre e da quel padre sconosciuto che di lei mai si curò. Trovò la naturale emanazione del proprio grido interiore nella recitazione: la Magnani gridava con lo sguardo, per questo ipnotizzò il mondo, stranieri compresi, le parole restavano un orpello. Bastava osservarne l’effige e, come una medusa, ti pietrificava:  Jurij Gagarin quando compì la prima rotazione della terra, dichiarò: “Saluto la fraternità degli uomini, il mondo delle arti, e Anna Magnani.” 

 

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myrta merlino

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