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Madeleine McCann a Roma, il riconoscimento facciale è utile alle indagini?

Camminare per strada, fare la fila alla cassa del supermercato, aspettare un autobus per andare al lavoro. Sono situazioni utili per riconoscere persone note o ricercate perché scomparse. Molto spesso, quando ci s’imbatte in un viso nuovo, ci sembra così familiare che pare di conoscerlo da sempre.

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Oggi, grazie a un semplice scatto, è possibile tracciare la fisionomia di una persona. FindFace, grazie al riconoscimento facciale, permette infatti di risalire alla vera identità da una fotografia su smartphone.
La polizia investigativa conosce molto bene la tecnica che permette di delineare il profilo di una persona dal suo aspetto fisico. Il ritrovamento nella capitale di una bambina dell’età di dieci anni ha permesso agli inquirenti di utilizzare un software in grado di combinare due volti simili e capire il grado di somiglianza tra i due soggetti ripresi.
Nonostante la comparazione effettuata, le ultime news sul caso, ci rivelano che in realtà la senzatetto dall’aspetto trasandato presa in esame dalla polizia locale non è Maddie McCann.

Il riconoscimento facciale riguarda anche tutti gli utenti di un social network. Decine di foto caricate e salvate negli album messi a disposizione, ad esempio da Facebook, sono in realtà un grosso database utile per tracciare i dati fisici di ciascuno di noi. Un complotto per spiare la nostra vita? No, semplicemente una funzionalità come un’altra per ottimizzare l’esperienza online.

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Eppure molto spesso i volti presi da semplici fotografie e immagini caricate online non possono essere comparate o riconosciute dall’algoritmo intelligente perché sfuocate, poco nitide e quindi ‘illeggibili’.
Attualmente FindFace viene utilizzato per scannerizzare i volti di migliaia di utenti sul social network russo da 210 milioni di iscritti, Vkontakte. Non è però l’unica app sviluppata recentemente per il riconoscimento facciale. I ricercatori di MIT Technology Review, ad esempio, hanno creato Deep Dense Face Detector. Si tratta di un sistema in grado di riconoscere un volto in tutte le posizioni in lotti di oltre centoventi immagini. Un ottimo strumento in grado di aumentare il livello di accuratezza dei software tradizionali, ancora fermi al 50%. Come nel caso di Madeleine McCann a Roma, nel prossimo futuro, potremo quindi scartare l’eventualità di riconoscere una possibile persona scomparsa grazie a un semplice scatto con smartphone? Chi vivrà vedrà.

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