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Madonna tumefatta: il poster choc sui muri di Milano, non troppo originale

Nell’epoca della street art e delle opere di Bansky non ha tardato ad arrivare un’opera pensata ad hoc in occasione alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne, celebratasi lo scorso 25 novembre. L’autore dell’opera si firma aleXandro Palombo, un giovane che ama definirsi «artista e designer multiculturale dotato di un fantastico senso del colore, illustratore e autore visionario dallo spirito surrealista, capace di rendere visibile l’invisibile». Quel che si dice, di umiltà virtù .. o era necessità? Il contributo artistico offerto da Palombo, osannato come protesta contro la violenza sulle donne, pare avere radici un po’ meno profonde rispetto a quel che si vuol far credere. Lo street artist ha pensato bene di applicare il proprio poster sopra un manifesto pubblicitario per la mostra di Bansky appena inaugurata, preoccupandosi contemporaneamente che la stampa ricevesse la notizia: tutto lascerebbe pensare ad un fine mediatico piuttosto che di condanna verso la violenza.

manifesto alexandro palombo

L’immagine in questione rappresenta la Madonna: i colori sono vividi e caldi, sul volto della Vergine però ci sono segni di maltrattamento, un occhio tumefatto, uno zigomo martoriato e del sangue scende dal naso. Il risultato finale è, di fatto, un bel quadro ma è lo slogan che segue l’opera che lascia alquanto a desiderare. Recita così: “Don’t pray, act”che significa“non pregare, agisci”Il tutto appare abbastanza riduttivo, minimizzato e scaturito, forse, da una meditazione solo superficiale su quella che è una delle piaghe di questo periodo storico. Palombo segue un modus operandi abbastanza costante e utilizza spesso immagini religiose per combattere le proprie battaglie mediatiche, questa volta però, peccando un po’ di originalità.

madonna violenza sulle donne

Le immagini di Madonne martoriate non sono una novità per il mondo cristiano. La foto appena riportata rappresenta la Vergine dall’occhio nero e viene custodita e venerata nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Galantone, in Salento. Correva l’anno 1586 e la storia narra che l’occhio tumefatto della Vergine sia stato causato dalla mano disperata e adirata di un uomo gravato dai debiti di gioco e ormai caduto in disgrazia, tale Antonio Cuccioli. Cuccioli scagliò una pietra contro l’iconografia colpendo proprio l’occhio destro di Maria. Da quel giorno il segno rimase impresso sul dipinto e ancora oggi attrae milioni di fedeli per la venerazione. Nemmeno Cuccioli fu tanto originale però. Prima di lui Massanzio da Vigonzone, colto da un momento di sconforto pugnalò l’immagine di una Madonna custodita poco lontano dal Duomo di Milano. Si narra che la Vergine iniziò a sanguinare diventando così osannata dai fedeli che la pregano ancora oggi nella chiesa di Santa Maria di San Satiro.

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