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Mafia Capitale: dopo Fratelli d’Italia, Partito Democratico nel caos

Mafia Capitale: continua la bufera sulla ex giunta Alemanno, ma più passano le ore e più cresce l’imbarazzo anche dentro al Pd. Eugenio Patanè, presidente della Commissione Cultura della Regione Lazio si è infatti dimesso questa mattina, al termine di una riunione del gruppo consiliare del Pd dopo la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati. Non solo il Campidoglio, gli enti pubblici e le aziende municipalizzate sarebbero dunque al centro dell’inchiesta che ha visto 37 arresti per associazione a delinquere di stampo mafioso e oltre 100 indagati nella capitale: sarebbe infatti coinvolta anche la Regione. Le indagini prenderebbero in esame sia l’attuale amministrazione che quella precedente e il Pd romano è piombato nel caos.

L’ex assessore all’urbanistica della giunta Veltroni- e oggi deputato per il Pd- Roberto Morassut, intervistato da Radio Città Futura, propone addirittura di azzerare il tesseramento nella Capitale: “Bisogna aprire una discussione finalmente sincera al nostro interno, il nostro tesseramento andrebbe azzerato e rifatto da capo. Sono convinto che le riserve democratiche di questo partito siano ancora grandi e non vadano disperse, occorre recuperare quelle che si sono allontanate, intervenendo con delle azioni decise. Bisogna intervenire su come si fa il tesseramento, sulla trasparenza delle spese elettorali, introdurre l’anagrafe patrimoniale degli eletti, accessibile ad ogni cittadino“. Nonostante l’autocritica, Morassut ha poi specificato la differenza tra le giunte Veltroni e Rutelli e quello di Alemanno: “La differenza è che, con la giunta Alemanno, quello con la criminalità è diventato un rapporto organico, stretto, quasi di dipendenza, ha fatto un salto di qualità profondo con la politica”.

L’inchiesta, che è giunta alla ribalta della cronaca proprio mentre la classifica di Transparency International poneva l’Italia al primo posto per la corruzione nell’eurozona, avrebbe svelato, secondo il presidente dell’autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone– intervistato da Radio24 “la capacità di questo organismo, di questo sistema di potere che la procura di Roma ha definito come mafioso, di interfacciarsi con tutti i mondi. […] Credo che sia un sistema emblematico del modo di fare oggi della corruzione: prescinde dal compimento degli atti e porta i soggetti ad essere inglobati in meccanismi di tipo lobbistico. Ho bisogno di risolvere il problema e ho già il soggetto sostanzialmente a disposizione. Questa indagine mette in evidenza da un lato i nuovi caratteri della corruzione, che sono slegati dagli atti e sono veri e proprio soggetti che vengono inseriti nelle strutture criminali, dall’altro i legami tra corruzione e criminalità organizzata“. Sempre più assordante, nel frattempo, il silenzio del premier Matteo Renzi. Così, invece, il sindaco di Roma Ignazio Marino:

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