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Mafia Roma, la segretaria di Salvatore Buzzi rompe il silenzio: “Preparavo le buste per i politici”

I carabinieri del Ros, nell’ambito dell’inchiesta “Mafia Capitale“, durante un perquisizione a casa della segretaria di Salvatore Buzzi, Nadia Cerrito, hanno trovato un “libro nero” in cui sono annotate le cifre e i nomi di anni di bustarelle e di investimenti illeciti nella Capitale. Salvatore Buzzi, responsabile di alcune cooperative, per ottenere commesse, teneva a libro paga svariati politici romani di ogni livello, comunali, provinciali regionali e nazionali. La sua segretaria comincia a collaborare con le forze dell’ordine, rompe il silenzio e secondo quanto riporta il Messaggero confessa: “Li pagavo io, preparavo le tangenti e le mettevo in buste di carta”.

Ai magistrati la Cerrito descrive in che clima le era chiesto di lavorare, al gip Flavia Costantini racconta: “Le cifre non superavano mai i 15 mila euro; sapevo che era illegale ma non potevo rifiutarmi altrimenti mi licenziavano“. Dal libro esce fuori la trama di un’impresa mafiosa in grado di controllare non soltanto la città di Roma, ma anche oltre fino ad arrivare ai ministeri, alle grandi aziende e ai servizi segreti.

Era tutta contabilità nera che mi dicevano di non registrare. L’agenda la tenevo sempre nella borsa, perché Buzzi mi diceva che riguardava pagamenti riservati e non volevo che altri lo vedessero”. La segretaria dice di aver preparato personalmente le “buste” per i politici, per gli inquirenti è una fonte preziosa, come il volume che lei compilava minuziosamente che traccia una mappa del malaffare come non si era mai visto dai tempi della P2. Ogni personaggio avrebbe avuto un suo tariffario: a Luca Odevaine, ex segretario di Veltroni e funzionario della provincia, ogni mese sarebbero stati elargiti 5mila euro e 1.500 a Mario Schinà, ex dirigente del Comune che costituiva il nesso tra Odevaine e Buzzi. Eugenio Patanè, consigliere regionale Pd, avrebbe preso 10mila euro “per carinerie”, secondo le intercettazioni pubblicate da “La Repubblica”.

 Ci sarebbero anche 40mila euro che il consorzio di Buzzi avrebbe versato alla fondazione di Gianni Alemanno (Nuova Italia), i 15mila destinati alla campagna elettorale e 30mila per la Fondazione Alcide De Gasperi, di cui Angelino Alfano è presidente.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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