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Maggiorazione sociale INPS 2016: a chi spetta, cosa significa, assegno sociale e informazioni

La maggiorazione sociale è una prestazione assistenziale che viene erogata a titolari di pensione di importo minimo che abbiano compiuto almeno 60 anni.

A chi spetta e cosa significa? Questa integrazione spetta ai titolari di pensione di anzianità o vecchiaia, assegno ordinario di invalidità (L. 222/84) o pensione ai superstiti che abbiano un reddito personale inferiore ai limiti stabiliti dalla legge (per conoscere le voci da computare nel calcolo del reddito, invitiamo a leggere con attenzione la legge 544/1988). Nel 2016 il limite di reddito per vedersi assegnare la maggiorazione a partire dai 60 anni è 6.860,36 euro se il richiedente vive da solo; la soglia aumenta per gli over 65 e si innalza ulteriormente per gli over 75. Le maggiorazioni riguardano sia trattamenti previdenziali sia trattamenti assistenziali, interessando anche l’assegno sociale e i sussidi che spettano a sordi, ciechi e invalidi civili. Nel caso dell’assegno sociale, la maggiorazione spetta se non si possiedono redditi per un importo pari o superiore all’ammontare annuo complessivo dell’assegno sociale e della maggiorazione stessa (essendo la normativa piuttosto complessa, l’invito è quello di rivolgersi a un ente certificato per il calcolo esatto).

Come richiederla? La richiesta di maggiorazione, da presentare insieme alla domanda di pensione o successivamente per ottenere o mantenere questa integrazione, deve essere accompagnata da una dichiarazione dei redditi che attesta i redditi percepiti lo stesso anno in cui viene erogata la prestazione. La domanda può essere presentata a qualunque sede dell’Inps, anche attraverso i patronati riconosciuti dalla legge, oppure a mezzo raccomandata, sempre alla sede Inps.

A quanto ammonta? Secondo quanto riportato nell’articolo 1 della legge 544/1988, la maggiorazione sociale è pari a 25,83 euro al mese per quanti hanno tra i 60 ai 64 anni di età; sale a 82,64 euro per chi ha un’età che si colloca tra 65 e i 69 anni. Più complesso il calcolo per gli interessati che hanno compiuto 70 anni: la valutazione della maggiorazione non è fissa, ma viene calcolata come differenza tra il reddito minimo garantito e l’assegno mensile spettante.

In apertura: foto di Africa Studio/Shutterstock.com

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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