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“Magnificent” Firenze: la recensione di UrbanPost alla mostra digitale sul Rinascimento [Video]

Chi va a Firenze, la città dell’arte, non può non andare – o comunque non imbattersi – nella meravigliosa Piazza della Signoria: per intenderci dove, da destra a sinistra, si trovano gli Uffizi, la Loggia Lanzi col “Ratto delle Sabine” di GianBologna, e poi la copia del David, la monumentale Fontana di Nettuno, “Giuditta e Oloferne” di Donatello, il risoluto monumento equestre di Cosimo I de Medici, l’immortale Palazzo Vecchio. Ecco, ora c’è un motivo in più per visitare la città che un tempo Lorenzo il Magnifico fece grande. Un’altro in più.

Quel motivo si chiama”Magnificent, la storia della bellezza che ha rivoluzionato il mondo“. Non è un film, né un documentario, e neanche una tradizionale mostra d’arte, nel senso lato del termine. Secondo il curatore, Felice Limosani, si tratta di “un’esperienza visiva e sonora vicina ai nuovi linguaggi espressivi, a metà tra l’animazione d’autore e la video-installazione artistica“. È un qualcosa di nuovo: le grandi pareti della volta della Sala d’Arme sono state trasformate, con un contrasto suggestivo e ardito, in schermi monumentali. Quando lo spettacolo, di circa 20 minuti, comincia e le tendine all’entrata oscurano la luce esterna, l’impatto visivo si presenta allo stesso tempo emozionale, totalizzante e immersivo. L’arte e la bellezza che Brunelleschi, Donatello, Rosselli, Vasari e il resto della banda hanno saputo esprimere magistralmente tra ‘400 e’ 500, viene proiettata con tecniche digitali in un sequenza di immagini, video, episodi storici e aneddoti realmente accaduti. Il tutto è rappresentato in una trama semplice, coinvolgente e riflessiva nello stesso momento.

Appaiono in grande stile le principali – o almeno alcune delle principali – opere che tutti conosciamo, magari avendole viste in museo o in qualche discutibile locandina di eventi. Allora nella sala si avvertono come più affascinanti e più avvenenti  le Veneri del Botticelli ,o più perfette le figure di Michelangelo. Sullo sfondo – e che sfondo – la voce calma e lirica di Andrea Bocelli aiuta a calarsi nel racconto dalla Firenze comunale fino a quella della grande Signoria. Qualcuno potrà obbiettare che la cosa sia molto turistica, perché in effetti aggiunge poco o nulla al bagaglio culturale di chi già sa quando il Duomo fu costruito, perché Lorenzo era chiamato il “Magnifico” o in base a cosa Brunelleschi fosse considerato, già al suo tempo, un genio. Ma certo regala qualcosa di emozionante a chiunque, in mezzo al patrimonio infinito che la città offre, voglia concedersi un viaggio moderno e avvolgente tra le mura ataviche e vibranti di Palazzo Vecchio. Fino al 31 ottobre c’è un’altra maniera a Firenze per accostarsi all’arte, per vedere come e perché l’arte abbia avuto e può ancora avere un peso nella vita dell’uomo. “Magnificent, la bellezza che ha rivoluzionato il mondo” è un esperimento riuscito.

 

photo credits: Alessandro Moggi/MagnificentFirenze

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