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Mai più ustioni solari: scoperta la molecola che abbronza e protegge

L’idea di poter realizzare una crema che ci abbronzi e contemporaneamente ci protegga totalmente da scottature ed altre pericolose conseguenze dovute all’esposizione al sole, presto potrebbe diventare realtà.

 crema solare2

Ad affermarlo è un gruppo di ricercatori che fanno capo alla Duke University (a Durham, North Carolina – USA) i cui studi hanno portato alla scoperta della molecola Trpv4, la causa degli eritemi solari, del prurito causato da questi e di altri effetti negativi sulla pelle. In particolare, gli scienziati sono partiti dagli effetti che i raggi ultravioletti solari di tipo B (gli UV-B) determinano sulle cellule della pelle, come la produzione di alcune molecole, tra cui la vitamina D, importantissima per la salute del nostro organismo.

Tuttavia, quando l’esposizione diventa eccessiva, quegli stessi raggi benefici finiscono col danneggiare il DNA delle cellule, dando origine a pericolose malattie. I primi effetti di una cattiva esposizione sono gli eritemi solari e i relativi sintomi di dolore e prurito della parte colpita, quest’ultimi, importanti campanelli d’allarme che ci avvertono del pericolo in corso. Ma cosa causa questi sintomi? La Trpv4, per l’appunto.

eritema solare

Tale molecola costituisce una sorta di cancello posto sulla superficie delle cellule della pelle, con il compito di controllare i flussi di calcio verso il loro interno. Una prolungata esposizione ai raggi UV-B porterebbe all’attivazione della Trpv4, la quale permetterebbe l’ingresso di un gran numero di ioni di calcio nella cellula. Una volta entrato, il calcio attiverebbe un’altra molecola della cellula, l’endoletina che stimolerebbe la Trpv4 a far entrare ancora più ioni di calcio, in una sorta di circolo vizioso.

A tali risultati si è arrivati effettuando alcuni esperimenti su due diversi tipi di topi: il primo era costituito da normali ratti;  il secondo, invece da animali geneticamente modificati in modo che la Trpv4 non si attivasse mai. All’esposizione di entrambi i tipi di topi ai raggi UV-B, i primi tendevano a scottarsi mentre i secondi, a cui era stata inibita la molecola Trpv4,  non presentavano alcun segno di bruciatura o danni da esposizione al sole sulla pelle.

sole_pelle

Questi risultati – ha spiegato Martin Steinhoff, uno dei responsabili dello studio – indicano che la Trpv4 debba essere il nuovo obiettivo per prevenire e trattare le scottature solari, e probabilmente le malattie croniche provocate dal Sole, come il cancro della pelle oppure l’invecchiamento della pelle provocato dai raggi. Bisogna fare però ancora molta strada prima che gli inibitori della Trpv4 possano diventare un’arma di difesa solare. Immagino che verranno aggiunti ai tradizionali filtri solari per garantire una migliore protezione“.

I risultati strabilianti di questo studio sono stati pubblicati anche sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas). Staremo a vedere in che direzione (speriamo benefica) evolverà la scoperta. Nel frattempo, al sole continuiamo ad usare le buone, semplici regole, pubblicate in diversi articoli anche sul nostro sito, e soprattutto “tanta prudenza”!

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