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Malati psichiatrici presi a schiaffi, calci e pugni: shock in una struttura milanese

Un altro gravissimo caso di malasanità, questa volta ai danni di malati psichiatrici in una struttura ospedaliera della zona Comasina. Calci, pugni, schiaffi, minacce da parte degli operatori sanitari dell’ospedale. A dare l’allarme sono stati i parenti delle vittime dopo aver notato lividi ed ematomi in zone del corpo inusuali per delle semplici cadute. Così sono scattate le prime segnalazioni alla fine del 2014 e successivamente le indagini.

Operatori socio sanitari violenti, che si prestavano a minacce con contenitori di feci, schiaffi, pugni, offese verbali ai danni dei poveri malati psichiatrici della struttura ospedaliera. Le indagini hanno portato all’arresto di una persona, più altre tre indagate: i soggetti violenti sono di nazionalità peruviana fra i 50 e i 60 anni. Da circa una decade lavoravano presso il centro psichiatrico convenzionato con l’Asl.

Daniele Barbieri, dirigente del commissariato Comasina a capo delle indagini ha spiegato: “I pestaggi avvenivano soprattutto di notte. Descrivere le violenze sarebbe riduttivo, le immagini che abbiamo filmato con la telecamera nascosta restituiscono la brutalità gratuita che hanno subito gli anziani“. Grazie ai filmati della telecamera nascosta, un uomo di 52 anni è stato colto in flagranza di reato e arrestato nel 2015: per lui la pena è di 4 anni in primo grado agli arresti domiciliari.

Per quanto riguarda gli altri tre operatori socio sanitari, il gip ha convalidato l’iscrizione nel registro degli indagati. Al termine delle indagini i tre sono stati licenziati dalla struttura, hanno continuato a lavorare nell’ospedale per tutto questo tempo. In uno dei filmati, uno degli operatori colpisce ripetutamente un paziente anziano con il pappagallo per le feci, l’anziano malato reagisce verbalmente e in risposta l’operatore gli rovescia addosso il contenitore per le urine. Daniele Barbieri, sempre riguardo alle indagini, ha aggiunto: “Gli elementi che abbiamo raccolto non dimostrano un’associazione fra i quattro, ma dalle intercettazioni è emerso che anche le mogli degli indagati erano a conoscenza delle violenze“.

Photo Credit: hxdbzxy/Shutterstock.com

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