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Malato di Sla si fa addormentare fino alla morte: primo caso, per la moglie è stata ‘Una scelta di vita’

Dino Bettamin aveva 70 anni, faceva il macellaio a Montebelluna e nell’ultimo lustro si era ammalato di Sla, una malattia degenerativa che, per ora, non lascia scampo. “Voglio dormire fino all’arrivo della morte, senza più soffrire” aveva confessato alla moglie e ai medici. Dino se n’è andato in pace ieri, con la sedazione profonda. Si tratta del primo caso di questo tipo, ma la moglie Maria Pellizzari sottolinea: “Non è eutanasia. È stata una scelta di vita sua e nostra“.

Dino Bettamin aveva semplicemente espresso un ultimo desiderio: dormire fino al sopraggiungere della morte, e così è stato, tramite la sedazione palliativa. Come hanno spiegano gli infermieri della società Cura con Curà, che si occupa di assistenza domiciliare ai pazienti: “Era una chiara richiesta di sedazione basata su un chiaro sintomo refrattario, dato da un’angoscia incoercibile anche con farmaci e trattamenti psicologici, nonostante tutta l’umanità e la professionalità con cui è stato assistito nelle varie fasi della patologia“.

A Dino rimaneva poco da vivere, ed è stata proprio l’ultima crisi respiratoria a fargli prendere definitivamente questa decisione. Il 5 febbraio, in serata, la Guardia Medica ha aumentato il dosaggio del sedativo, mentre la dottoressa che si occupava di lui ha cominciato la somministrazione dei farmaci secondo protocollo. Come ha spiegato l’infermiera: “Non ha mai chiesto di spegnere il respiratore, nonostante la legge lo consenta nei casi di sedazione profonda anzi, lo terrorizzava l’ipotesi di morire soffocato. Ha optato per una scelta in linea con la legge, la bioetica e la sua grande fede“.

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