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Malattia e licenziamento per giusta causa: motivi e quando si rischia

Quando si è in “malattia” si può rischiare il licenziamento per giusta causa: quando può accadere? In questo articolo vi spieghiamo quando un dipendente rischia di essere licenziato in caso di “malattia” e quali sono i comportamenti che mettono a rischio licenziamento.

La “malattia” è un periodo in cui il lavoratore dipendente, previa presentazione di certificato del proprio medico curante, non svolge le normali attività lavorative allo scopo di riabilitare la sua persona a seguito di una malattia e/o un problema fisico che rende impossibile svolgere l’attività professionale. Qualora il comportamento del dipendente in malattia si allontani da questo scopo, esso può rischiare il licenziamento anche senza preavviso: è infatti del 5 Luglio 2016 la sentenza 13676 della Corte di Cassazione che afferma che il lavoratore che svolge attività fisica che possa compromettere il suo stato di salute viola irreparabilmente il rapporto di fiducia con la propria azienda, legittimando quindi il licenziamento per giusta causa.

Insomma, ogni attività che possa arrecare ulteriore danno o prolungare il periodo necessario alla totale riabilitazione può essere considerata un comportamento “utile” al fine del licenziamento: il datore di lavoro, ovviamente, dovrà avere delle motivazioni più che valide prima di decidere di licenziare. Esso, infatti, dovrà provare che i comportamenti considerati scorretti siano stati davvero causa di un peggioramento delle condizioni di salute del proprio dipendente tanto da non permettergli il rientro al lavoro.

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