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Mamma o papà, Luca Angeletti intervista esclusiva: “Giorgio viene sottomesso da Nicola”

Insieme a Paola Cortellesi e ad Antonio Albanese è uno dei protagonisti del film Mamma o papà di R. Milani. Di chi si tratta? Dell’attore Luca Angeletti che molto presto vedremo anche nel film Beata Ignoranza, per la regia di M. Bruno e ne Il sogno di Rocco per la regia di M. Pontecorvo.  UrbanPost l’ha raggiunto per  una intervista esclusiva e per scoprire, quindi, qualcosa di più sui suoi nuovi progetti.

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Cosa ci può dire di Giorgio, il suo personaggio nel film Mamma o papà? 

Giorgio è un ginecologo, collega di Nicola (Antonio Albanese). E’ un personaggio molto buono, un timido. Viene abbastanza sottomesso da Nicola e vessato dalle sue urgenze ed usato in  maniera … non vorrei svelare troppo … posso dire che Giorgio Viene messo in mezzo da Nicola nei suoi bisticci familiari. Giorgio è direttore di un coro polifonico, vive a casa con la sua mamma. Poche scene ma molto intense fra Giorgio e Nicola. 

Che cosa ha in comune con Giorgio e in cosa, invece, siate diversi? 

In comune direi poco, forse solo la disponibilità nei confronti degli amici. E’ un personaggio abbastanza sottomesso, troppo sottomesso rispetto a me. E’ veramente una vittima. Troppo zerbino? No zerbino direi no… a Roma si dice piuttosto “frescone”… ecco questo è il termine giusto. Si fa ‘intortare’ in maniera abbastanza facile. 

Il film fa una analisi abbastanza irriverente della famiglia moderna ma dipinge uno spaccato di vita quotidiana lanciando un messaggio ben preciso. Cosa ne pensa? 

Credo che questo film sia una cosa molto utile perché racconta realtà che spesso vengono taciute, un po’ per ipocrisie, se vogliamo. Mette in scena uno spaccato abbastanza estremo, ma nasconde dietro una grande storia d’amore. Quello che succede nel film cementa un rapporto, sono disavventure e conflitti che rendono spesso e volentieri un rapporto ancora più forte. Il film mette sulla bilancia il rapporto fra genitori e genitori e genitori e figli dove spesso i figli assistono alle liti dei genitori che battibeccano, invece, come bambini. Si vedrà nel film la reazione dei figli alla dichiarazione di guerra dei due genitori che esprimono la voglia di separarsi. I figli risultano stupiti. Proprio i figli sembrano quasi bigotti rispetto ai genitori. E’ un po’ un capovolgimento dei ruoli. Fa riflettere sulle responsabilità di essere genitore e di dover dare un esempio. 

Come è stato, se vi siete rincontrati, ritornare a lavorare con Stefania Rocca sul set? 

Sfortunatamente con Stefania non ci siamo incontrati. Abbiamo girato in giorni diversi. Ci siamo incontrati però in conferenza stampa ed è stato molto bello. C’è un grandissimo affetto che ci lega ed è stato un incontro molto familiare. Come re-incontrare una vecchia amica, è stato veramente piacevole. 

Cosa ci puoi raccontare degli altri due progetti in cantiere: Beata ignoranza e Il sogno di Rocco?

Beata Ignoranza è stato in film molto divertente e curioso. Il mio personaggio è stato scritto e creato durante il film, durante le riprese, da me, Massimiliano ed Emanuela Fanelli. Abbiamo lavorato con grande creatività grazie anche all’ottimo ascolto  e la grande sapienza di Massimiliano Bruno che ha ascoltato le nostre proposte. E’ venuta fuori una coppia molto divertente. In un certo senso ho rischiato un po’, ma spero che il pubblico apprezzerà. Il mio personaggio non parla mai, o quasi. Viene vessato, insultato dalla sua compagna che lo sovrasta continuamente. Abbiamo creato questo meccanismo comico dove uno non esiste se non c’è l’altro. Siamo essenziali uno per l’altro a livello espressivo. Emanuele è favolosa nella sua veemenza e io spero di risultare efficace nel mio essere vittima delle sue ingiurie. Accompagniamo il personaggio di Nina (Teresa Romagnoli) in questo documentario sui social-network in cui i protagonisti sono Giallini e Gassman. Siamo delle presenze inquietanti e strambe. Affianco a dei personaggi reali noi siamo dei personaggi un po’ surreali. 

Per quanto riguarda Il sogno di Rocco sfortunatamente so ancora poco sull’uscita. Ritorno alla mia parte oscura. Interpreto uno strozzino, amico di vecchia data di Rocco (Adriano Giannini). I due si rincontrano dopo un po’ di anni e il mio personaggio gli mette i bastoni fra le ruote rendendolo vittima di pressioni psicologiche e non solo. 

Quale ruolo le piace di più? 

In realtà ho avuto modo di vivere diverse esperienze. Al di là della riuscita, lascio giudicare al pubblico, provo grande soddisfazione ad interpretare tutti i ruoli. Questi sono agli estremi. Uno è sottomesso, l’altro sottomette. Sono liberatori, uno da una parte e uno dall’altra. Toccando gli estremi si ha la possibilità di fare una grande esperienza a livello completo.

Ci sono altri progetti in cantiere?

Sì, in questo momento ci sono sempre proposte da parte di cinema e televisione, proposte che stiamo cercando di vagliare con le persone che lavorano insieme a me. C’è il teatro, in Autunno, forse la ripresa di uno spettacolo molto fortunato di cui ho fatto la tournée fino a qualche settimana fa. Si chiama Finché giudice non ci separi di Augusto Fornari. Abbiamo fatto sessanta date questo inverno da ottobre a gennaio, è stato un bel successo con più di 30 mila persone che hanno visto lo spettacolo. Molto impegnativo a livello logistico, ma abbiamo ricevuto una grande accoglienza da parte del pubblico. Siamo stati da Firenze in su.  Sto iniziando, infine, la scrittura di un soggetto, di una mia idea di una serie televisiva di cui non parlo ancora per scaramanzia, ma di cui vorrei parlare il prima possibile … . 

Un sogno nel cassetto? 

In realtà i sogni sono all’ordine del giorno, ma mi premuro di non averne troppo alti e di cercare di realizzarli. Devo dire che spesso mi succede di realizzarli. Sono molto contento di quello che ho avuto fino adesso, di quello che sto vivendo e sono ottimista per quello che arriverà.

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