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Manduria, baby gang segrega e picchia a morte un pensionato: i video choc del massacro

Seviziato e picchiato fino alla morte, come nel film del 1971 di Stanley Kubrick, Arancia Meccanica. Violenze di ogni tipo, calci, pugni, richieste di denaro, percosse con bastoni, insulti, sputi queste le barbarie a cui è stato sottoposto Antonio Cosimo Stano, un uomo di 66 anni di Manduria, in provincia di Taranto, che segregato in casa per diversi giorni è stato ostaggio di una baby gang. 

Manduria, baby gang segrega e picchia a morte un pensionato: 14 i ragazzi indagati

Un set del film dell’orrore si sono trovati dinnanzi i poliziotti: Antonio Cosimo Stano è stato rinvenuto nella sua abitazione legato ad una sedia. Prontamente è stato portato in ospedale, ma niente da fare, l’uomo si è spento tre giorni fa. Un fatto incredibile, un episodio di inaudita feroce. Per la morte del 66enne ora sono indagati 14 ragazzi, tutti giovanissimi. Soltanto due membri del branco sarebbero maggiorenni, ma di poco (parliamo infatti di 19 e 22 anni). Gli altri sono tutti minorenni. La baby gang non soltanto avrebbe inveito contro la vittima, ma avrebbe filmato le sevizie per poi condividerle su Whatsapp. Ora quelle chat con i video scabrosi sono al vaglio degli investigatori. Immagini sconcertanti, come riporta Il Corriere della sera. «Come l’avete combinato il pazzo?», dice uno dei ragazzini della baby gang commentando un video che mostra il gruppo di giovani entrare in casa del pensionato: qualcuno stringe fra le mani un tubo, qualcun altro urla soltanto, altri infine mettono un maglione in testa ad Antonio, facendosi beffa di lui. Secondo quanto scritto da “Leggo” le aggressioni su quell’uomo indifeso sarebbero avvenute in casa, ma anche all’esterno. I passanti non sarebbero mai intervenuti e non avrebbero fatto nulla per aiutare Antonio Cosimo Stano. Le violenze sarebbero iniziate circa 6 anni fa: il 66enne veniva trattato come il «pazzo del villaggio» e proprio così la gag si rivolgeva all’uomo. Alcuni dicono che questi fosse in cura al Centro di igiene mentale, ma in realtà si trattava semplicemente di un uomo solo, bersaglio facile per il branco. La sua unica fonte di sostentamento era la pensione che si era guadagnato lavorando all’arsenale di Taranto come operaio. 

Antonio Cosimo Stano è morto tre giorni fa: le indagini degli Inquirenti

Le indagini sono scattate lo scorso 6 aprile: l’uomo si rifiutava, infatti, di aprile la porta alle forze dell’ordine per timore che fosse ancora quella baby gag che tanto lo tormentava. Gli agenti hanno subito chiamato i soccorsi. Per Antonio Cosimo Stano purtroppo però niente da fare in ospedale. Sottoposto a due interventi per suturare una perforazione gastrica e per una emorragia intestinale, tre giorni fa l’uomo è deceduto. Ed è una morte che deve far riflettere un po’ tutti. Le procure, quella dei minori e quella ordinaria, ora indagano per i reati di omicidio preterintenzionale, stalking, rapina, lesioni personali, violazione di domicilio e danneggiamento.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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