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Manovra 2019 bocciata dalla Ue, spread vola a 340 punti: i commenti dall’Italia

Il Def, il documento programmatico di bilancio del governo italiano per il 2019, è stato rigettato dalla Commissione Europea. Tutto come previsto dunque. La riunione del collegio dei commissari Ue è terminata come da copione, con la bocciatura della manovra del governo Conte. Ma c’è di più, Bruxelles ha anche adottato il rapporto sul debito, aprendo di fatto la strada a una procedura per deficit eccessivo che a questo punto si concretizzerà presto. «Ritengo che la drammatizzazione del dissenso tra Italia e Commissione europea danneggi l’economia italiana e di conseguenza l’economia europea», ha affermato poco fa il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in una nota, rispondendo alle osservazioni dell’Unione europea sulla manovra. La reazione dei mercati non è stata particolarmente negativa. Lo spread, il differenziale tra Btp e Bund tedeschi, fa segnare in questo momento 314 punti dopo aver toccato quota 337 punti base attorno alle 11, quando la bocciatura del Def iniziava a circolare negli ambienti finanziari. La Borsa di Milano in questo momento guadagna l’1,14% con alcuni titoli bancari tra i maggiori rialzi.

Manovra 2019 bocciata: i commenti di Lega e M5S

«Ci confronteremo con il presidente Juncker sabato sera. Sarà un confronto confido costruttivo». Sono le parole del premier Giuseppe Conte, in risposta alla decisione odierna dei commissari Ue sul Def italiano. «Valuteremo come procedere – ha detto il Presidente del consiglio – Noi siamo sempre convinti della nostra manovra, che abbiamo ben meditato e impostato. Siamo convinti della solidità del nostro impianto di politica economica e quindi sarò ben disponibile a valutare con lui i passaggi successivi».
«All’Europa chiedo rispetto per il Popolo Italiano, visto che paghiamo ogni anno almeno 5 miliardi in più di quello che ci torna indietro». Lo dice Matteo Salvini, in commento alla bocciatura del Def da parte della Ue. «Diritto al  lavoro, diritto alla salute e allo studio, meno tasse e più sicurezza: noi andiamo avanti!», afferma il vicepremier leghista.

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Manovra 2019 bocciata: i commenti delle opposizioni

«Ci stiamo avvicinando ad una situazione simile a quella della Grecia, governo si fermi finché siamo in tempo. Se il governo dice che aspettiamo la letterina di Babbo Natale, io temo che la befana porterà il carbone a tutti gli italiani. La situazione diventa ogni giorno più preoccupante. I soldi sono degli italiani, non sono i soldi della Lega e del M5S. Salvini stacchi la spina al governo, decida se vuole stare dalla parte degli italiani oppure dalla parte di un’elite intellettuale che vuole distruggere l’Europa ma che rischia di finire sotto le macerie dell’Italia». E’ il commento di Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo e vicepresidente di Forza Italia. Tra gli azzurri cresce la schiera di chi vorrebbe Salvini di nuovo alleato alle forze di Centrodestra, ma è ancora molto presto per dire se il leader della Lega sia disposto a mollare il governo Conte anche senza un immediato ricorso alle urne per confermare il “peso” letto dagli ultimi sondaggi elettorali. «Oggi è successo un fatto eccezionale molto triste per il Paese. Dopo anni di gestione sana della finanza pubblica, arriva un’infrazione europea per il debito. A questo proposito chiedo che il governo venga a riferire in aula». Lo ha detto l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan intervenendo in aula alla Camera. E in questo minuti si apprende che il governo potrebbe riferire in Parlamento proprio domani.
«Vi sorprenderò: sono dalla parte dell’Italia – ha commentato Francesco Boccia, economista, deputato e candidato alle primarie per la segreteria del Pd –  Sono disposto a difendere Conte e il governo Conte, nella speranza però che si facciano difendere. Penso che questa decisione della Commissione Ue sia sbagliata nel metodo e nel merito. Nel metodo perché, prima di decidere, sarebbe stato più opportuno aspettare almeno il primo passaggio in uno dei due rami del Parlamento italiano. Sarebbe opportuno avere rispetto per il Parlamento. A me non piace questa manovra nelle modalità di costruzione dei processi di spesa, ma non si può far partire una procedura d’infrazione sul debito senza che il Parlamento si sia ancora espresso, perché il Parlamento può ancora cambiarla e migliorarla».

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Written by Andrea Monaci

48 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it, ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto tra gli altri per il "Lavoro e Carriere" e "Il Secolo XIX". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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