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Manovra 2019: cosa prevede punto per punto

La manovra 2019, dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri nella serata di lunedì 15 ottobre 2018, si appresta ora ad un difficile percorso di approvazione. A partire dal giudizio dell’Europa, che è poi quello più atteso dai mercati. Mercati che oggi sono abbastanza positivi con lo spread in calo a 293 e l’indice della borsa di Milano al momento attorno alla parità. Poi ci sarà il percorso parlamentare, ma a parte i dissidi interni tra M5S e Lega che paiono al momento piuttosto limitati, la manovra 2019 non dovrebbe subire stravolgimenti considerati i numeri della maggioranza gialloverde. Ma vediamo cosa prevede la manovra 2019 punto per punto e le possibili criticità nel passaggio tra Camera e Senato.

Manovra 2019: cosa prevede punto per punto

Blocco aumenti IVA

Nel testo della manovra 2019 che andrà al giudizio di Camera e Senato è prevista la sterilizzazione degli aumenti IVA che avrebbero dovuto scattare il primo gennaio 2019: dal 10 all’11,5% per l’aliquota più bassa, dal 22 al 24% per quella più alta.

Pensioni a quota 100

Se ne è discusso e se ne discuterà molto per via delle coperture mancati per gli anni a seguire, quindi dal 2020 in avanti. La manovra prevede la quota 100, a partire dalla combinazione 62-38. Il costo è di 7 miliardi di euro per il 2019 e la nuova procedura per la pensione dovrebbe partire da febbraio 2019.

Reddito e pensione di cittadinanza

Per  queste due misure, fortemente volute dal Movimento 5 Stelle, la manovra 2019 mette sul piatto 9 miliardi, di cui 2,6 miliardi sono quelli già previsti dal Reddito d’inclusione già in vigore. A questo va aggiunto anche un miliardo destinato al rafforzamento dei centri per l’impiego.Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza scatteranno a partire del 2019. L’assegno da 780 euro, secondo quanto annunciato finora, verrà caricato sul bancomat. Il sostegno sarebbe garantito solo a patto di frequentare corsi di formazione e di prestare 8 ore a settimana di lavoro socialmente utile. Il reddito verrebbe meno dopo il rifiuto di tre offerte di lavoro, ma con una specifica “geografica”. Non sarà penalizzato perciò chi non accetterà come prima offerta un’occupazione al di fuori della propria città o Regione.

Pace fiscale

Il decreto fiscale collegato alla legge finanziaria 2019 stabilisce un’aliquota al 20% per sanare il pregresso di chi ha già presentato la dichiarazione dei redditi ma non è riuscito a pagare. Per chi invece ha omesso di dichiarare parte dei guadagni, sarà prevista l’opzione di dichiarazione integrativa ma con la possibilità di far emergere fino ad un massimo del 30% in più rispetto alle somme già dichiarate e comunque con un tetto di 100.000 euro per periodo d’imposta. Per ridurre il contenzioso, il decreto prevede inoltre la sanatoria delle liti con il fisco pagando senza sanzioni o interessi il 20% del non dichiarato in 5 anni in caso di vittoria del contribuente in secondo grado o il 50% in caso di vittoria in primo grado. Prevista ance la rottamazione ter delle cartelle Equitalia con la quale saranno cancellati sanzioni e interessi, dilazionando i pagamenti in 20 rate in 5 anni. E’ prevista inoltre la cancellazione delle cartelle esattoriali sotto mille euro accumulate dal 2000 al 2010.

Taglio pensioni d’oro

Il taglio delle pensioni sopra i 4.500 euro netti al mese nella parte di assegno non coperta dai contributi pagati porterà nelle casse dello Stato un miliardo di euro nell’arco del triennio 2019-2021.

Flat tax, sgravi Ires e tassazione su giochi

La manovra introduce una flat tax al 15% per gli autonomi. Riguarderà le imprese e i professionisti con ricavi fino a 65.000 euro. Nel Draft Budgetary Plan inviato a Bruxelles non compare però la seconda soglia di 100.000 euro entro la quale si sarebbe dovuta pagare un’aliquota aggiuntiva del 5% proposta dalla Lega, ma di più difficile applicazione. Questa è la norma sulla quale si attende un intervento – quasi sicuro – del Parlamento.
L’aliquota Ires al 24% scende di 9 punti sugli investimenti in ricerca e sviluppo, in macchinari e in assunzioni stabili.
Nella manovra 2019, inoltre, aumenta la tassazione sul gioco d’azzardo. In arrivo anche norme per “salvare” il settore delle sigarette elettroniche.

Abolizione Ace e Iri

Per finanziare le agevolazioni fiscali alle imprese la manovra 2019 abolisce l’Ace, l’Aiuto alla crescita economica, e la mai nata imposta ridotta Iri, destinata al mondo delle Pmi e attesa dal primo gennaio 2019. Così facendo si recuperano circa tre miliardi.

Tagli ai fondi per l’immigrazione

Per legge i ministeri devono operare tagli per un miliardo l’anno. Ma il governo Conte è orientato a chiedere uno sforzo maggiore, pari a 3-4 miliardi. Matteo Salvini ha Promesso un taglio di 1,3 miliardi in tre anni sull’immigrazione, di cui 500 milioni nel 2019, derivanti, secondo il ministro da minori sbarchi e dal taglio del contributo di 35 euro al giorno previsto finora per chi arriva in Italia.

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