in

Manovra 2019 terremoto, vicesindaco di Arquata: «Che fine ha fatto l’art. 28 per la rimozione delle macerie?»

«Che fine ha fatto l’art. 28 per la rimozione delle macerie? Questo governo del cambiamento non sembra voler cambiare realmente le cose!». E’ durissimo Michele Franchi, vice sindaco di Arquata del Tronto, tra i paesi delle Marche devastati dal terremoto del 24 agosto 2016, nel constatare l’assenza nella legge di bilancio 2019 dell’atteso provvedimento sulla rimozione delle macerie. «Matteo Salvini e Luigi di Maio – afferma Franchi ai microfoni di Radio Cusano Campussono venuti molte volte a farci visita ma la nostra paura è quella di restare abbandonati come lo siamo tutt’oggi, alla faccia del “non vi lasceremo soli!”. Alla luce dell’approvazione della Legge di Bilancio, ieri mattina abbiamo saputo che l’esportazione delle macerie dal territorio sarà bloccata perché si sono dimenticati di inserire nella Manovra l’articolo 28 che è quello che riguarda la rimozione delle macerie appunto e non è stato previsto alcun finanziamento per muoversi in questo senso».

Ancora una brutta notizia per i territori duramente provati dal sisma. Negli ultimi giorni dell’anno, ad Arquata come ad Amatrice e Accumoli, si respirava aria di rassegnazione, tristezza. Non può che essere così se a oltre due anni dal terremoto si parla ancora di rimozione della macerie e non di ricostruzione. «La cosa ci preoccupa molto perché le macerie, a distanza di due anni sono ancora presenti sul nostro territorio e non solo, ovviamente anche negli altri Comuni gravemente feriti dal sisma. Questo è un brutto segnale che ci fa pensare al peggio: come hanno fatto a dimenticarsi questo articolo all’interno della Legge di Bilancio?», ha incalzato Franchi.

Poi l’appello per la ricostruzione e le critiche al precedente governo per non aver differenziato il cratere del sisma. «Bisogna ricominciare a ricostruire in fretta e per farlo bisogna togliere prima tutte le macerie che sono ferme sul posto da ben due anni e poi occorre dare priorità ai Comuni più distrutti: la colpa del precedente governo è stata quella di non aver differenziato il cratere perché ce ne sta uno davvero massacrato e distrutto e un altro con danni più lievi che non ha nemmeno le macerie lungo le strade. Un appello che vorrei fare è questo: vorremmo che il Commissario per la ricostruzione sia più presente e che ci sia finalmente questa differenziazione fra i due crateri e quindi di dar precedenza a quello davvero distrutto dal sisma del 2016 che ha contato, fra gli innumerevoli danni, anche molte vittime».

Leggi anche –> Amatrice e Arquata distrutte, serve un terremoto delle coscienze

I videogiochi rendono ricchi: Favij, primo gamer italiano, guadagna 25mila euro al mese

La cina ha raggiunto la parte nascosta della luna

Atterraggio sulla Luna: la Cina svela le immagini della faccia mai vista del nostro satellite