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Manovra finanziaria 2019, aumenta il costo di sigarette e giochi: le ultimissime

Manovra Finanziaria 2019. Dalla Commissione Europea arriva la bocciatura. E le notizie per gli italiani non sono buone anche per quanto concerne gli aumenti del costo della vita.  Il testo della Manovra è ancora mancante di molte parti ma i punti più importanti ci sono tutti. Non manca il disinnesco degli aumenti Iva (complessivi per il 2019 e ancora parziali per gli anni successivi). C’è la mini flat tax, cioè la tassa piatta, solo per gli autonomi, il taglio dell’Ires sugli utili reinvestiti. Insieme a una delle misure più contestate tra quelle proposte dal Movimento 5 Stelle: il reddito di cittadinanza, a cui destinare 9 miliardi di euro. Prevista anche la revisione della legge Fornero a disposizione della quale ci sono gli annunciati 7 miliardi.

Manovra Finanziaria 2019 aumenta tutto

Settantatré gli articoli, in cui si individuano i numeri delle spese delle diverse misure previste. Tra queste il reddito di cittadinanza, la modifica della legge Fornero, fondi per la famiglia, Pubblica amministrazione e ricerca. Nel documento ci sono due articoli che stabiliscono l’incremento delle accise sulle sigarette ma anche su sigari e tabacchi trinciati. Sale poi anche la tassazione su giochi e slot. L’aumento dello 0,50% scatterà dal primo gennaio, andandosi ad aggiungere a quello già fissato con il decreto dignità, in vigore dal primo maggio 2019. Stretta fiscale per le assicurazioni. La percentuale della somma da versare per il pagamento dell’imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi e accessori incassati viene rialzata all’85% nel 2019, al 90% nel 2020 e al 100% per gli anni successivi.

Manovra Finanziaria 2019, Salvini attacca

Intanto, Salvini attacca l’informazione pubblica. Il governo gialloverde sarebbe anche nel mirino dell’informazione, soprattutto di quella della tv pubblica. “Da spettatore – sostiene – quando vedo che ci sono programmi pregiudizialmente schierati a sinistra cambio canale. Siamo il primo governo che ha l’informazione pubblica tutta contro, non faccio il ‘piangina’, tiro diritto ma spero che la Rai sia equilibrata e dia spazio a tante voci”. Un modo come un altro – nell’imminenza della nomine Rai – per invocare un repulisti e giustificare la spartizione di reti e telegiornali tra Lega e Movimento 5 Stelle. In nome del “riequilibrio dell’informazione”, naturalmente.

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