in

Manovra finanziaria 2019, fondi per la sanità? La denuncia del Gimbe: “Neanche le briciole”

Nella Manovra 2019 il debito pubblico cresce, ma alla sanità non spettano nemmeno le briciole. E’ la denuncia della Fondazione Gimbe, che ha condotto un’analisi della nota di aggiornamento al Def 2018, da cui emergono “tutte le contraddizioni di una manovra che porta alle stelle il debito sacrificando le tutele pubbliche. La sanità continua a rimanere fuori dall’agenda politica e nonostante le dichiarazioni di intenti del contratto di governo – elenca – nessun rilancio del finanziamento pubblico, pochi interventi realmente innovativi e dubbi sulle reali coperture. Non solo. Cala il silenzio su rinnovi contrattuali, sblocco dei nuovi Lea ed eliminazione del superticket”. Per Gimbe, la nota di aggiornamento al Def 2018 “conferma tutti gli impegni più ‘popolari’ presi in campagna elettorale da M5S e Lega. Tenendo conto dell’enorme indebitamento, dell’incertezza sulle coperture e della prima bocciatura da parte dell’Ue, è evidente che per la sanità nella prima Legge di Bilancio giallo-verde il triennio 2019-2021 è buio pesto – proseguono gli esperti – Unica ragionevole certezza è che il miliardo aggiuntivo stanziato dal precedente esecutivo rimarrà indenne, con un finanziamento pubblico per il 2019 di 114,396 miliardi di euro”.

Manovra Finanziaria 2019, il Governo Conte dimentica la sanità?

L’analisi di Gimbe rileva, inoltre, “alcune clamorose contraddizioni. Si vuole ‘migliorare la garanzia dell’erogazione dei Lea in modo uniforme su tutto il territorio nazionale’, ma il Governo ha già confermato il via libera al regionalismo differenziato che aumenterà le diseguaglianze. Si propone di aumentare l’attenzione per la promozione e la prevenzione della salute, senza prevedere azioni correlate né tantomeno risorse”. “Infine – commenta Cartebellotta – è anacronistico affermare che bisogna ‘prepararsi ai cambiamenti derivanti dal progresso scientifico e dall’innovazione tecnologica’, ovvero si continua a ignorare il ritardo decennale nell’adozione di tecnologie innovative per trasformare l’assistenza sanitaria”. Infine, il capitolo delle ‘azioni previste’. Viene confermata la volontà di “completare i processi di assunzione e stabilizzazione del personale” e l’aumento delle borse di studio per medicina generale e specializzazioni: il costo già stimato dalla Fondazione Gimbe è di 1,1 miliardi di euro per assumere 20.000 professionisti sanitari, di 250-300 milioni per le borse di studio di specializzazione e 40 milioni (già stanziati) per il corso di formazione specifica in medicina generale. Nessun cenno ai rinnovi contrattuali, per cui si stima 1 miliardo di euro.

santobono napoli bimbo morto

Manovra Finanziaria 2019, sciopero in vista?

L’analisi della nota di aggiornamento al Def non lascia, dunque, molte speranze. “La prima cartina al tornasole – conclude Cartabellotta – con cui il governo del Cambiamento poteva dimostrare che il rilancio del Ssn è una priorità politica, è già andata in fumo: senza invertire la tendenza del rapporto spesa sanitaria/Pil è impossibile un consistente rilancio del finanziamento pubblico nel prossimo triennio. Manca un approccio di sistema per salvare il Ssn, le azioni innovative e rilevanti previste per la sanità sono poche e la copertura finanziaria è al momento molto incerta. Infine, il silenzio sul rinnovo dei contratti e sul via libera ai nuovi Lea, lascia ancora più perplessi sulla volontà dell’Esecutivo di aumentare le tutele pubbliche”.

Lavorare a New York? Un sogno divenuto realtà: opportunità di stage al Guggenheim Museum

Lory Del Santo fidanzato: chi è Marco Cucolo? Occhio a Elia Fongaro