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Manovra Finanziaria 2019, l’allarme degli investitori: “Rischi considerevoli in arrivo per l’Italia”

Manovra Finanziaria 2019. Ieri giornata importante: il lavoro sul DEF continua ad andare avanti. A salire al Colle sono stati il premier, i due vicepremier, Matteo Salvini, e Luigi Di Maio, il Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, della Giustizia, Alfonso Bonafede, della Difesa, Elisabetta Trenta, il Ministro dell’Economia Giovanni Tria, il Ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona, e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giancarlo Giorgetti. Il Def e la legge di Bilancio, dunque, in primo piano al pranzo da Mattarella in vista del Consiglio Ue. Il governo punta agli investimenti. Nella giornata di ieri, infatti, si è svolta una cabina di regia a Palazzo Chigi con le principali aziende di Stato.

Manovra Finanziaria 2019, il monito di Tria

Il ministro Tria e il vice premier Salvini chiariscono i conti sul versante fiscale: “Nell’arco del triennio abbasseremo le tasse con una media annuale stimabile per 1,7 miliardi di euro”. “Nessun caos sulla flat tax – chiariscono in una nota congiunta i due ministri – . Vicepremier e ministro dell’Economia dicono la stessa cosa e le stesse cifre con una prospettiva diversa”. “Le risorse stanziate sono effettivamente quelle dette da Tria (nel 2019 600 milioni per poi salire a 1,8 miliardi nel 2020 e a 2,3 miliardi nel 2021): in totale a regime per la flat tax ci sono effettivamente 1,7 miliardi come sostiene Salvini”, spiega ancora la nota. “Tutti quelli che hanno promosso i governi precedenti, è buona cosa che boccino quelli attuali”, commenta il vicepremier, Luigi Di Maio. Tria, dunque, contrattacca alle bocciature di Bankitalia e ufficio parlamentare di bilancio. L’impatto della manovra sul tasso di variazione del Pil è di 0,6 punti percentuali. Le coperture 15 miliardi di euro, di cui 6,9 di tagli e 8,1 di più entrate. ‘Indietro non si torna’, il messaggio da Salvini e Di Maio.

Manovra Finanziaria 2019, l’allarme degli investitori

Arriva, intanto, l’allarme di Fitch: “Vediamo rischi considerevoli per i target (della manovra, ndr), specie dopo il 2019”, afferma in una nota l’agenzia di rating. “I dettagli della politica di bilancio e la messa in pratica rimangono un elemento chiave della nostra valutazione sul rating sovrano” dell’Italia, sostiene Fitch, che assegna all’Italia un rating BBB, due gradini sopra il livello speculativo, con prospettive negative. “La nostra prossima revisione messa in programma è nel primo trimestre 2019”, fa sapere Fitch. “Gli obiettivi della nota di aggiornamento al Def – afferma ancora la nota – puntano a una moderata riduzione del deficit nel 2020 al 2,1% del Pil. Noi ci aspettiamo un risultato più vicino al 2,6% che avevamo previsto da agosto, il che contribuisce a una stima del debito/Pil più alta (129,8% entro fine 2021, contro 126,7% nella Nadef)”.

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