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Manuel Bortuzzo torna in acqua dopo l’aggressione, il padre orgoglioso: «Ce la sta mettendo tutta!»

Una notte può cambiare la vita? Forse sì, ma Manuel Bortuzzo ferito gravemente a colpi di pistola alla periferia di Roma da due ragazzi che si trovano ora in carcere, non si arrende. La giovane promessa del nuoto, dopo diverse settimane in ospedale, torna in acqua, il suo elemento, la sua vita. Perché quella notte fatale del 3 febbraio non riuscirà a stravolgere i suoi piani: bracciata dopo bracciata, stavolta senza guardare il cronometro, consapevole che il tempo è suo amico e non gli mette fretta, Manuel Bortuzzo riprenderà in mano la sua vita. 

«Se gli togli le gambe e gli togli pure l’acqua, allora è finita»

La riabilitazione proseguirà in acqua e secondo quanto riportato dai principali quotidiani Manuel tornerà in vasca oggi o tutt’al più domani. Il ragazzo riprenderà i suoi allenamenti, ricomincerà da dove aveva lasciato, come se quella tragica notte fosse stato solo «un’interruzione», non la fine, semmai l’inizio di un secondo tempo che Manuel Bortuzzo vuole godersi fino in fondo. E dovrà contare solo sulla forza delle braccia, tutta colpa di quel maledetto proiettile conficcatosi nell’undicesima vertebra, che gli ha provocato una lesione del midollo spinale. «È il suo mondo, abbiamo scelto la clinica Santa Lucia proprio perché c’è una vasca di 25 metri, per lui è troppo importante tornare a nuotare», ha spiegato il papà Franco, che ha ribadito: «Se gli togli le gambe e gli togli pure l’acqua, allora è finita». Per Manuel la strada è in salita, in palio non c’è una medaglia, ma la riconquista di una quotidianità che gli è stata strappata via con la forza. Il desiderio di farcela deve essere più forte della paura di non essere abbastanza, di non essere più quello di prima.

«Quello che le persone fanno in un mese, Manuel è riuscito a farlo in una settimana!»

Ma Manuel non è solo, può contare sul supporto della famiglia, degli amici e soprattutto della sua fidanzata Martina, nuotatrice anche lei, che era assieme a lui quando Daniel Bazzano e Lorenzo Marinelli lo colpivano per poi fuggire nella notte. A lei Manuel ha dedicato un dolce post su Instagram: perché quel 3 febbraio, prima che diventasse maledetto, Manuel si era deciso a dirle «Ti amo» per la prima volta. Ad aiutare il giovane atleta anche una raccolta fondi a cui hanno aderito in tantissimi, per aiutare la famiglia ad affrontare le spese della riabilitazione. «Ce la sta mettendo tutta, vuole uscirne al più presto. Quello che le persone fanno in un mese, Manuel è riuscito a farlo in una settimana. Affronta la terapia con tenacia!», ha raccontato commosso il padre, che non ha lasciato il figlio da solo neppure per un secondo e ci sarà quando il giovane tornerà in acqua, nel suo mondo. 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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