in

Manuela Bailo uccisa dall’amante: nuove sconvolgenti risultanze da relazione finale Ris 

Manuela Bailo uccisa dall’amante: volgono al termine le indagini sullo sconvolgente delitto di Brescia consumatosi il 29 luglio scorso. La vittima, 35enne, venne sgozzata e uccisa dal suo amante, Fabrizio Pasini, in carcere con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Sì, perché dopo il delitto, consumatosi  nella villa di Ospitaletto di proprietà della famiglia del presunto killer, l’uomo – stando alla ricostruzione – si disfa del corpo gettandolo tra i liquami di una cisterna ad Azzanello.

Delitto di Brescia: risultanze sconvolgenti da relazione finale Ris

L’indagato ha sempre parlato di “morte accidentale” cagionata a Manuela da una caduta dalle scale durante una loro furiosa lite. I Ris da subito smentirono la versione fornita da Pasini, dimostrando scientificamente che sulle scale da lui indicate non vi sarebbe stata traccia alcuna di sangue, nemmeno ripulita. La colluttazione e il ferimento di Manuela, sgozzata con un’arma da taglio mai ritrovata, sarebbe avvenuta nel garage dell’abitazione. Pasini ha sempre negato lo sgozzamento. Ma nei giorni scorsi a suggellare la ricostruzione dei fatti elaborata dalla Procura è giunta la relazione finale del Ris sull’esame autoptico depositata in Procura, la quale mette nero su bianco una sconcertante verità: Manuela Bailo sarebbe morta dissanguata a causa di un taglio completo della carotide destra e il decesso è avvenuto per uno shock emorragico alle prime ore di domenica mattina 29 luglio. Sarebbe stata sgozzata da viva.

Manuela Bailo sgozzata da viva

Sarebbero state, infatti, rinvenute tracce di Dna ‘vive’ quale prova del fatto che quel sangue fosse scaturito da lesioni inferte alla donna mentre era ancora in vita. Trattasi di tagli riscontrati in sede autoptica sul collo di Manuela, che aveva la carotide tranciata, ora al centro di interpretazioni opposte. Per il pm titolare delle indagini sono segno di sgozzamento, per il difensore di Pasini, l’avvocato Pierpaolo Pettenadu, sono state prodotte da animali mentre il cadavere si trovava nella vasca dei liquami ad Azzanello. “La gola è scarnificata, non si può stabilire la verità, manca un’analisi anatomopatologica”, queste le parole del legale, che da subito chiese un supplemento di indagine alla relazione medico legale, ma la sua istanza fu respinta. Richiesta che sarà rinnovata nell’ambito dell’imminente incidente probatorio.

Leggi anche: Manuela Bailo uccisa dall’amante: esito scioccante autopsia, smentito Fabrizio Pasini

Diretta Chievo-Milan: come e dove vedere in diretta streaming la Serie A

Belén Rodriguez Instagram: capezzolo birichino e fianco nudo stuzzicano le fantasie erotiche dei fan (Foto)