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Manutenzione edifici pubblici: l’appalto da 2,7 miliardi che fa gola a tutti

Non sorprendono le prime polemiche attorno alla gara d’appalto per la manutenzione degli edifici pubblici che sta per essere indetta dalla Consip, la società di servizi del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Sul piatto ci sono ben 2,7 miliardi di euro per 4/6 anni di contratti di manutenzione degli uffici di ministeri, enti, Università.

Il bando, che per il momento è nella fase di pre-informazione, va comunque a sostituire il precedente di importo inferiore unicamente perché inferiore era la durata della convenzione, 18 mesi invece dei 36 previsti.“Quello del facility management rimane uno degli appalti di Stato più ricchi e ambiti in assoluto e con un drappello di società ampiamente abituate a spartirsi la torta”, ha scritto Stefano Sansonetti su lanotiziagiornale.it e tra queste figurano le aziende cooperative iscritte alla Legacoop, fino a poco tempo fa guidata dall’attuale Ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

E il ben informato collega non ha tutti i torti se si analizza la storia recente di questo consistente capitolo della spesa pubblica. Nell’ultimo bando, quello chiuso nel 2012 e riguardante 12 lotti territoriali, i nomi degli aggiudicatari sono noti e ricorrenti, ma di qui ad affermare che la parte del leone l’abbiano fatta le cosiddette “coop rosse” ce ne passa. Su 1,24 miliardi di euro in tutto infatti, le cooperative rosse si aggiudicarono solo (si fa per dire) 284 milioni di euro di lavori.

consip appalto manutenzioni 2014

In particolare, uno dei lotti più consistenti, per un valore di oltre 91 milioni, e cioè quello relativo ad Emilia Romagna e Liguria, nel 2012 fu vinto dalla Coopservice di Reggio Emilia, mentre un altro importante nome dell’universo cooperativo emiliano, Manutencoop, si aggiudicò l’appalto delle manutenzioni in Toscana e Umbria per 70,5 milioni di valore.

L’universo cooperativo nel 2012 era riuscito a mettere in portafoglio anche gli appalti per le manutenzioni pubbliche nelle regioni di nordest, con un raggruppamento di imprese iscritte alla “bianca” Confcooperative. Ma alla gara del 2012 figuravano tra i maggiori assegnatari anche importanti realtà private come Cofely e Romeo Gestioni.

Il nuovo bando, però, dovrebbe migliorare anche la “distribuzione” evitando eccessivi cumuli di lotti: il numero massimo di lotti aggiudicabili per ciascun concorrente nel bando 2014 è stato infatti fissato pari a tre ordinari ed uno accessorio.

Tra le righe si legge inoltre una norma che permette alle imprese più piccole di partecipare (grazie alla forma associata), anche attraverso la somma dei relativi singoli importi di fatturato. In pratica, viene permesso di cumultare i singoli requisiti tecnici. Norma “ad impresam” o effettiva apertura ad un mercato più ampio? Non ci resta che aspettare l’esito del bando di gara.

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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