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Marcell Jacobs accusato di “doping tecnologico” per le sue scarpe

Dopo le accuse di doping della stampa americana e di quella britannica, non si placa la bufera intorno a Marcell Jacobs, velocista italiano medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo sulla distanza dei 100 metri piani. Al centro dell’attenzione ci sono le scarpe indossate dall’atleta italiano. Secondo alcuni atleti utilizzerebbero una tecnologia tale da poter essere considerate “scarpe magiche”. (Continua a leggere dopo la foto…)

Marcel Jacobs

Marcell Jacobs e le sue scarpe “magiche”

Sotto i riflettori ci sono le Nike MaxFly, le scarpe indossate da Marcell Jacobs durante la gara di domenica primo agosto 2021 che gli è valsa uno storico oro olimpico. Se i più scettici millantano il reato di “doping tecnologico” in realtà queste scarpe sono state approvate dalla World Athletics (la Federazione Internazionale di Atletica).

Le MaxFly vengono descritte sul sito della Nike come ideali per battere i propri record personali. Questo per via della loro leggerezza (pesano intorno ai 173 grammi) e della massima trazione che assicura una maggiore aderenza. Secondo gli esperti, potrebbero permettere di guadagnare qualche centesimo di secondo (fino agli 8 centesimi di secondo).

La stabilità è garantita da una piastra di carbonio nella suola che è leggermente più larga rispetto alla pianta del piede rendendo più ampia la superficie di contatto. Questa piastra agisce come una “super-molla”, favorendo un importante guadagno nella fase di accelerazione e aiutando a migliorare la prestazione generale di chi le indossa.

L’atleta americana Sydney McLaughlin, oro a Tokyo nei 400 metri a ostacoli con il nuovo primato mondiale, descrive le sensazioni provate indossando le scarpe: “Quando ci corri sopra puoi avvertire il rimbalzo”.

Marcel Jacobs

Le polemiche sulle MaxFly

Usain Bolt, il detentore del record mondiale sui 100 metri piani, nonché leggenda vivente dell’atletica, ha commentato la decisione della Federazione Internazionale di aprirsi a delle innovazioni come le Nike MaxFly come una scelta ai limiti del “ridicolo”.

Aspro il commento del norvegese Warhol, medaglia d’oro a Tokyo e titolare del record mondiale sui 400 metri ad ostacoli. Ha infatti dichiarato che: “Utilizzarle (le scarpe, ndr) penso che tolga credibilità al nostro sport”. Le indossava anche il suo avversario statunitense Rai Benjamin ma non sono state sufficienti per vincere la gara.

Queste scarpe non sono state indossate nella finalissima di Tokyo solo da Marcell Jacobs, ma anche dall’americano Kerley (arrivato secondo) e dal Cinese Su Bingtian. Appare dunque evidente che le scarpe, lungi dall’essere magiche, non sono altro che il frutto di anni di ricerca e che da sole non sono sufficienti per ottenere un oro olimpico: a far la differenza sono gli allenamenti, la dedizione e il sacrificio.

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