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Marcello Mastroianni: i film dell’attore eclettico, scomparso a Parigi il 19 dicembre 1996

Il cinema italiano ha vissuto un periodo di grande fulgore e straordinaria notorietà grazie ad alcuni registi come Vittorio De Sica, Roberto Rossellini, Luchino Visconti, Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Mario Monicelli, ma anche grazie ai volti e al grande talento di attori come Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni. Quest’ultimo è venuto a mancare il 19 dicembre del 1996 a Parigi a causa di un tumore al pancreas che lo affliggeva da diverso tempo. Marcello Mastroianni o “Marcellò” come lo chiamavano i francesi o “Marcellino” come lo ribattezzò affettuosamente Federico Fellini del quale è stato per anni il suo alter ego, apparteneva ad una categoria di attori che oggi probabilmente facciamo fatica a ricercare.

Eclettico, ironico, istrionico, sardonico, romantico, nostalgico a tratti triste come nel ruolo del famoso scrittore interpretato ne “La notte” di Michelangelo Antonioni. Era anche il “bello” per antonomasia. Gli Stati Uniti avevano Marlon Brando, la Francia l’incredibile volto di Alain Delon, l’Italia ha risposto con Marcello Mastroianni che non a caso indossò anche i “panni” del bell’Antonio.

La carriera dell’attore ciociaro nato a Fontana Liri (Frosinone), ebbe inizio quasi per caso come comparsa nella “Corona di ferro” di Alessandro Blasetti e poi ne “I bambini ci guardano” di Vittorio De Sica. Passò al teatro interpretando tra l’altro il ruolo di Mitch nel dramma “Un tram che si chiama desiderio”(il ruolo di Kowalsky lo interpretò Vittorio Gassman) con la regia di Luchino Visconti. Poi la lunga avventura cinematografica che lo portò a ricevere decine di premi (David di Donatello, Nastri d’argento, Leone a Venezia) e tre nomination all’Oscar.

Certe sue interpretazioni sono rimaste nella memoria di tutti gli appassionati di cinema. Il giornalista Marcello Rubini de “La dolce vita”, il Guido di “Otto e mezzo”, il professore de “Una giornata particolare” e tanti altri ne hanno fatto diventare non un semplice attore, ma un personaggio a trecentosessanta gradi. Tra le sue frasi più celebri ne rimane una che ebbe a ripetere anche pochi gironi prima di morire…”Un attore fa di tutto per diventare celebre…poi quando ci riesce si mette un paio di occhiali scuri per non farsi riconoscere…!” Proprio quegli occhiali scuri che l’hanno reso famoso in tutto il mondo indossandoli ne “La dolce vita” con una classe infinita….

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