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Marcello Mastroianni, l’uomo che amava le donne: nasceva oggi il divo de “La Dolce Vita”

Marcello Mastroianni ha rappresentato, e lo è ancora oggi, un’icona del cinema italiano. Il sorriso di chi sa di piacere, la mano passata tra i capelli per mandare all’indietro un ciuffo ribelle sulla fronte, gli occhiali da sole per nascondere gli occhi profondi sono soltanto alcune delle caratteristiche che hanno reso Marcello Mastroianni un attore indimenticabile, una stella destinata a durare per sempre. 

Nato il 28 settembre 1924 a Fontana Liri, morì a Parigi il 19 dicembre del 1996. Nel mezzo tanta tanta vita. Due le sue più grandi passioni: il cinema e le donne. Mastroianni è diventato famoso al grande pubblico, lui così schivo e riservato, grazie a film straordinari come “Le notti bianche”, “I soliti ignoti”, “La dolce vita”, “Il bell’Antonio”, “La notte”, “Divorzio all’italiana”, “8 e 1/2”, “Ieri, oggi e domani”. E ancora “Divorzio all’italiana” (1963), “Una giornata particolare” (1978). Ha vinto due Golden Globe, otto David di Donatello, otto Nastri d’argento, cinque Globi d’oro e per due volte la Coppa Volpi alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e il Leone alla Carriera nel 1990.

Il sodalizio artistico con l’attrice Sophia Loren e con Federico Fellini poi, che in lui vedeva un grande amico e l’alter ego sullo schermo, segnano profondamente la sua carriera. Sincero, schietto, Mastroianni condivideva con il regista riminese l’amore sconfinato per le donne. Incuriosito dall’universo femminile, Mastroianni si guadagna sin da subito la fama di tombeur de femme. L’attore ciociaro non è mai stato capace di essere fedele ad una donna sola: dalla moglie Flora Carabella, sposata nel ’50, con cui ha avuta la primogenita Barbara, non divorzierà mai, ma vivrà tante belle avventure sentimentali. «È che io vorrei fare felici tutte, è quella la mia pretesa. Ci sentiamo furbi, ma quando ne vuoi troppe alla fine non ne hai nessuna. È che siamo generosi: delle vittime», aveva raccontato il divo de La dolce vita. E col protagonista di quest’ultima straordinaria pellicola Mastroianni condivide non poche cose: l’inquietudine, l’ambizione e una velata malinconia.

Qualcuno lo definiva un po’ orso, qualcun altro un po’ bambino. Probabilmente Mastroianni era entrambe le cose. «Malgrado tutto il rispetto e la tenerezza che ho per mia moglie –  rispose a una giornalista de “L’Express” – debbo confessare che mi sento nell’impossibilità di fermarmi su qualsiasi cosa… una donna, una passione, un sogno, un ideale. So di non essere maturo… Ho l’impressione di essere in ritardo, come se mi mancasse qualcosa. Allora voglio tutto. Sono pronto a subire qualsiasi influenza, pur di non lasciarmi sfuggire nulla».

Quando è morto Marcello Mastroianni era a casa di Annamaria Tatò, la donna con cui stava da più di vent’anni. La moglie lo sapeva, come forse Giulietta Masina sapeva della storica relazione di Sandra Milo con Fellini, ma non ebbe mai la spinta per lasciarlo. Nè Annamaria Tatò era la sola amante di Mastorianni. Catherine Deneuve è stata ad esempio a lungo sua compagna. Racconta Giovanna Cau, agente e confidente di Mastroianni, che quando questi annunciò a Flora che Catherine Deneuve era incinta: la moglie stava per gettargli addosso un vaso, quando chiese allarmata: «È maschio?». L’attrice francese aspettava per una bambina, Chiara, ed ecco allora che la donna si rasserenò, con buona fortuna del vaso. Flora sapeva, infatti, che Mastroianni un figlio maschio l’avrebbe voluto più di ogni altra cosa ed è forse questo l’unico rammarico di una vita vissuta sempre al massimo e senza riserve. Sul set come racconta Luchino Visconti ogni tanto spariva e lo si ritrovava al telefono. Lunghe conversazioni. Talvolta Mastroianni piangeva anche, come racconta Tullio Kezich. Doveva essere dura tenere a bada tutte quelle donne, ma lui non sapeva farne a meno. Felice come era di gestire quell’harem, di cui c’è traccia pure nel film 8 e mezzo. Ai microfoni di “Bontà loro”, Marcellino, come lo chiamava teneramente Fellini, aveva rivelato: «Le donne sono un motore straordinario. Io ho bisogno di una donna per lavorare, per pensare, per vivere. Se non ce l’ho e sono solo, valgo la metà».

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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