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Marco Fusi multato per aver violato un decreto regio del 1931: ecco cosa è successo al musicista

Beh, c’è da ridere? C’è da piangere? Non lo sappiamo ma siamo soltanto consapevoli di trovarci dinnanzi a un tipico caso di burocrazia del tutto figlio della mentalità italiana. Sia chiaro, se c’è una legge bisogna che questa venga rispettata; sia altrettanto chiaro, però, come risulti necessario aggiornare qualche volta le norme previste specie se queste hanno ben 85 anni. Ma andiamo con ordine: perché diciamo questo? È notizia di oggi la multa subita dal musicista di fama internazionale Marco Fusi, noto clarinettista che, nel corso della propria carriera, ha avuto la fortuna di collaborare con artisti del calibro di Fiorella Mannoia e Alex Britti.

Il motivo dell’ammenda? Il musicista internazionale, durante una toccata e fuga a Bordighera, in attesa del treno che lo avrebbe portato a destinazione, ha deciso di intrattenere la folla con le sue note musicali talmente dolci da attirare l’attenzione anche dei vigili urbani. La strabiliante esibizione di Fusi, infatti, è stata bruscamente interrotta da un vigile che ha richiesto l’autorizzazione da artista di strada stante quanto previsto dalla legge per il Decreto Regio del 1931 che obbliga, chiunque voglia esibirsi per le vie pubbliche, l’iscrizione al registro degli artisti di strada. Tra lo sconcerto degli spettatori e dello stesso Fusi, il vigile ha bellamente compilato il foglio per l’ammenda presentando un conto abbastanza salato: 2000€ di multa per un quarto d’ora di intrattenimento.

“Sono allibito. Siamo un Paese dove alcune persone ritengono che indossare una divisa consenta di poter fare qualsiasi. Fortuna che non hanno arrestato direttamente il criminale che osava suonare il clarinetto in un tunnel di una stazione ferroviaria! Magari condannandolo all’ergastolo – commenta ironicamente il presidente nazionale di Assodeejay Mario Di Gioia –  ma intanto, mentre tutti dicono la propria, chi prende concretamente le difese di questo nostro amico artista? Per quanto ci riguarda, diamo tutta la nostra solidarietà a Marco Fusi e la nostra disponibilità ad assisterlo nel suo percorso per la sua difesa e nella difesa dell’arte e della cultura musicale che in Italia nessuno ha il coraggio di difendere se non a parole.”

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